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language learning in the digital age

I propositi per l’anno nuovo del 2015: tendenze internazionali, nuove entrate e le tentazioni di sempre

Posted on January 15, 2015 by

I propositi per l'anno nuovo

Bene, anche queste vacanze di Natale sono passate e ci hanno lasciato con una combinazione di buoni ricordi (si spera!), bei regali (nel caso migliore…) e vestiti improvvisamente troppo stretti (accidenti!). Se stai già facendo di sì con la testa, forse il perdere perso è tra i tuoi propositi per l’anno nuovo. Oppure hai deciso di mangiare più sano? Beh, dopo tutti i piatti di pasta fatta in casa e i panettoni che ancora pesano sullo stomaco come darti torto? Oppure è più importante per te avere più relax e meno stress nel 2015? Se ne hai voglia condividi con noi i tuoi propositi per l’anno nuovo nella sezione dei commenti.

In dicembre ti abbiamo raccontato “Perché imparare una nuova lingua dovrebbe essere il tuo proposito per l’anno nuovo”. Questo mese ci occupiamo dei propositi per l’anno nuovo in tutto il mondo e abbiamo chiesto a quasi 10.000 utenti di Babbel di raccontarci quali sono stati i loro. L’imparare una lingua è in testa alla classifica (che sorpresa…) in tutti i Paesi, con il 30% dei voti. Gli altri obiettivi variano di Paese in Paese. Vediamo come!

Paesi a confronto – chi è più sportivo, che mangia più sano e chi vuole semplicemente rilassarsi un po’ di più?

Il proposito in assoluto più popolare è sicuramente l’imparare una nuova lingua e questo è senz’altro musica per le nostre orecchie (ma diciamoci la verità, non è molto sorprendente visto che gli intervistati vanno già pazzi per le lingue). Ma quali sono gli altri propositi?

Per i nostri utenti americani il perdere peso è molto importante, seguito dal mangiare in modo più sano: addio quindi ad hamburger e a fast food e benvenute a insalate (senza condimenti strani però) e a centrifughe di verdura. L’anno della salute, insomma! Unica anomalia: l’essere più in forma non sembra includere il fare (più) sport…

Ma allora si tratta di una ricetta segreta anglosassone! Anche i nostri utenti inglesi infatti non sembrano minimamente interessati a fare più sport, ma l’essere in forma e il mangiare più sano sono tra gli obiettivi più votati per il 2015. Potrebbe dipendere dal fatto che il bere meno alcool li preoccupa già abbastanza: questa voce è stata segnata quasi il doppio rispetto agli altri Paesi intervistati. Magari siamo testimoni di una nuova moda: centrifughe al pub per il 2015?

La coppa “sportivo dell’anno” se la contendono a quanto sembra i nostri amici tedeschi e austriaci, che hanno messo il fare più sport al secondo posto della lista dei loro obiettivi.

E i Francesi? Beh, il troppo stress sembra essere un problema di molti utenti e il desiderio di maggiore tranquillità è al secondo posto della lista degli obiettivi per l’anno nuovo. Sarà per questo che il proposito di smettere di fumare è finito all’ultimo posto?

E gli italiani?

Come in tutti gli altri Paesi anche in Italia imparare una nuova lingua è il proposito numero uno. Anche qui però già al secondo posto troviamo il perdere peso, seguito dal fare più sport. Almeno fino a quando non si saprà se la ricetta anglosassone funziona…

Essere meno stressati segue a ruota, come per i francesi, e come loro, anche gli italiani non sembrano molto preoccupati di smettere di fumare. Solo il 3% ha deciso per sé questo obiettivo, così ricorrente negli anni passati. L’obiettivo meno “votato” di tutti è il bere meno. Il vecchio detto: “vino fa buon sangue” sembra essere ancora molto condiviso. E con i vini che ci sono in Italia, beh, come dargli torto?

Stufi di salute e di fitness? Ecco altre notizie:

Ci sono buone nuove per tutti gli intellettuali lì fuori (oltre all’imparare una nuova lingua, ovviamente):

a dispetto (o proprio grazie a) tutti i reality show, le gare di talento o i vari talk show del pomeriggio, sempre più persone hanno deciso di leggere di più nel 2015 e di spegnere la televisione.

Tutto bene, certo, ma… Chi riesce a raggiungere gli obiettivi che si era posto?

Beh, l’ottimismo è una qualità che non sembra mancare agli utenti di Babbel in tutto il mondo, specialmente in Austria: ben il 71% di loro hanno detto di essere riusciti a mantenere i propositi che si erano posti per l’anno precedente.

Gli italiani devono ancora darsi un po’ da fare: solo il 42% ha dichiarato di aver raggiunto gli obiettivi che si era posto. Ma coraggio! Siate ottimisti e pensate che se non ce l’avete fatta quest’anno ce la farete il prossimo: Capodanno arriva di sicuro!

Tradizioni d’inverno in Russia

Posted on December 18, 2014 by

Tradizioni d’inverno

Babbel ha appena pubblicato un nuovo corso dedicato alle tradizioni d’inverno, Feste in Russia, che vi farà scoprire come i russi festeggiano l’arrivo del nuovo anno e molto altro ancora. Ma vi siete mai chiesti come mai queste feste si celebrano tutte in inverno?

 

Immaginate di svegliarvi e andare al lavoro mentre fuori è ancora buio pesto. Appena prima di mezzogiorno finalmente sorge il sole, per poi tramontare nel primo pomeriggio. Tornate a casa dal lavoro nell’oscurità più totale e quando vi alzate la mattina dopo è ancora tutto buio. Non sembra molto invitante, ma questo è l’inverno in gran parte della Russia. Le feste e i riti tradizionali sono un modo per affrontare meglio il lungo periodo di oscurità.

La festa annuale più importante in Russia è quella per il nuovo anno, Novy God (Новый Год). Dato che nel calendario giuliano l’ultimo dell’anno (31 dicembre) è quasi subito seguito dal Natale (7 gennaio), i russi hanno circa dieci giorni consecutivi di feste con grande abbondanza di champagne e caviale e, per i fortunati, anche qualche regalo. I regali sono consegnati dall’equivalente russo di Babbo Natale, дед Мороз (Ded Moroz, il nonno gelo), che partecipa alle feste della vigilia e visita scuole ed asili, accompagnato dalla nipotina Снегурочка (Snegurochka, la fanciulla di neve).

Le tradizioni russe hanno origini religiose, pagane o comuniste e si celebrano con grande entusiasmo, quasi come una forma di protesta contro le difficoltà quotidiane. La vita di tutti i giorni in Russia a volte può essere una gran fatica, che si tratti di lottare contro il maltempo o contro le ingiustizie sociali e la burocrazia. Più si accumulano i problemi, più la gente ha voglia di festeggiare alla grande, facendo scorrere fiumi di vodka fino all’alba. Dopotutto, nessuno sa cosa potrà succedere domani!

 

E voi, come affrontate il freddo e il buio dell’inverno? Avete qualche tradizione preferita? Fatecelo sapere nei commenti!
Tradotto dall’inglese da Monica Cainarca.

 

Ritratto: Daniela da Bruxelles

Posted on December 17, 2014 by

ritratto

I nostri ritratti degli utenti di Babbel offrono uno scorcio nelle vite di persone da tutto il mondo. Se anche tu vuoi condividere con noi la tua storia, scrivici un commento qui sotto. In questa edizione abbiamo parlato con Daniela Schaller, che vive da un paio di mesi a Bruxelles con il marito e il loro bambino, e grazie a Babbel ha imparato l’olandese a tempo record.

Avevo già iniziato a imparare l’olandese con Babbel nel maggio 2013. Non sapevo ancora che un giorno non troppo lontano sarei andata a vivere in Belgio. La lingua mi interessava da sempre, e la spinta necessaria per iniziare a studiarla l’ho trovata in occasione del matrimonio di una mia amica, che ha sposato un’olandese. Volevo riuscire a fare un po’ di conversazione con lui e con gli altri olandesi tra gli invitati. È stata una splendida coincidenza scoprire, poco tempo dopo, che a mio marito era stata offerta l’occasione di andare a lavorare al Parlamento europeo a Bruxelles.

Appena trasferita mi sentivo ancora una principiante al livello A1 o A2, ma alla prova di valutazione in una scuola di lingue sono stata inserita al livello avanzato B1 o addirittura B2. E E pensare che fino a quel momento avevo studiato solo con Babbel!
Qui a Bruxelles ci sono tantissimi corsi di olandese per principianti, ma non abbastanza per chi è già a un livello avanzato, o almeno non negli orari in cui avrei potuto frequentarli senza problemi. Ho un bimbo piccolo e ogni giorno vado a prenderlo all’asilo. Anche per questo motivo ho preferito continuare a studiare con Babbel.

Quello che più mi piace di Babbel è la possibilità di integrare facilmente lo studio nella mia vita di tutti i giorni. Quando abitavamo ancora a Potsdam, mi esercitavo sempre durante il viaggio in treno per andare al lavoro, a Berlino. Mi piace anche studiare da casa, magari per una mezz’oretta mentre mio figlio Nikolai gioca o dorme.

All’asilo Nikolai sta già imparando il francese, che a Bruxelles si parla molto più dell’olandese. Anche per questo motivo, poco prima di trasferirmi avevo iniziato a ripassare quel po’ di francese che avevo imparato a scuola. Babbel mi ha aiutata molto perché, da quando ci eravamo messi a cercare casa, fino ad oggi, il francese mi capita di parlarlo praticamente ogni giorno: quando faccio la spesa, alle prese con le procedure burocratiche o quando porto mio figlio dal pediatra. Uso spesso anche l’inglese, ad esempio nei moduli di iscrizione o quando parlo con l’insegnante di francese di mio figlio e lei si accorge di star parlando un po’ troppo in fretta per me.

Mio marito ha appena iniziato a imparare il francese al lavoro, anche se ovviamente lì usano molto anche il tedesco. Il piccolo Nikolai probabilmente farà progressi molto più in fretta del papà! All’asilo mi chiama “maman” e sa già contare fino a tredici. E sicuramente impara molto anche dagli altri bambini. Dice sempre: “Sì, gli altri bimbi, parlano tutti una lingua così strana”.

 

Se vuoi condividere con noi la tua storia, lasciaci un commento qui sotto!
- Tradotto dal tedesco da Monica Cainarca.

Perché imparare una lingua è un buon proposito per l’anno nuovo

Posted on December 8, 2014 by

Propositi per l’anno nuovo

È dicembre, arrivano le feste e un altro anno sta per finire: è ora di gettare uno sguardo indietro con orgoglio e soddisfazione, e magari anche un pizzico di rimpianto. Siete riusciti a ottenere quello che volevate? Avete avuto la promozione tanto desiderata, trovato finalmente la vostra anima gemella, scritto il romanzo che vi eravate ripromessi di scrivere? O siete lì sdraiati sul divano tra briciole di biscotti a guardare le repliche di Friends e a chiedervi quand’è che è iniziato ad andare tutto storto?

È il momento giusto per lasciarsi tutto alle spalle e guardare al futuro: il nuovo anno porta con sé un rinnovato slancio per ripartire e voltare pagina. I propositi per l’anno nuovo sono spesso carichi di terribili cliché, ma se scegliete quelli giusti possono dimostrarsi ottimi spunti di motivazione. (more…)

Cibo britannico e irlandese: non è poi così male

Posted on November 20, 2014 by

cibo britannico e irlandese

Matthew Youlden, redattore dei contenuti nel nostro team di Didactics e uno dei nostri poliglotti preferiti, ha creato un nuovo corso sul cibo britannico e irlandese. Ci racconta perché il cibo del suo Paese ha una reputazione così terribile, cosa fare con il pane raffermo e perché deve preferire il whiskey irlandese a quello scozzese. (more…)

Ritratto: Aldo da Trieste

Posted on November 18, 2014 by

Ritratto: Aldo da Trieste

Stiamo lanciando una serie di ritratti di persone provenienti da svariati angoli del globo, tutti utenti Babbel. Se anche tu vuoi condividere la tua storia con noi, faccelo sapere! Questo mese abbiamo intervistato Aldo, un settantenne di Trieste a cui non mancano certo le energie! Canottaggio al mattino, partite a scacchi il pomeriggio ed ora un nuovo obiettivo: imparare l’inglese. (more…)

Ritratto: Mireille da Losanna

Posted on November 12, 2014 by

Ritratto: Mireille da Losanna

Stiamo lanciando una nuova serie di ritratti degli utenti di Babbel – uno scorcio delle loro vite e le ragioni per cui hanno deciso di imparare una nuova lingua. Se anche voi volete condividere la vostra storia, scrivete un commento. Questo mese abbiamo parlato con Mirelle, una studentessa svizzera di 24 anni che sta studiando svedese per un motivo ben preciso: l’amore. (more…)

Perché l’età non è una barriera allo studio delle lingue

Posted on October 22, 2014 by

Neuroplasticità

“Per me, la vecchiaia è sempre quindici anni più in là della mia età attuale”.
– Bernard Baruch, finanziere e filantropo americano.

Cari lettori, siete ancora nel fiore dell’adolescenza? O magari ventenni scattanti e pieni di energia? Avete un lungo futuro dispiegato davanti a voi come un maestoso tappeto persiano?

Buon per voi. E ora via, sparite e andate a leggere qualcos’altro!

Oh, così va meglio. Ora che i giovinastri se ne sono andati, possiamo parlare di un argomento alquanto delicato: se è possibile imparare una nuova lingua quando si ha una certa età. Possono i più anziani tenere a mente tutto quel nuovo vocabolario? O imparare nuove strutture grammaticali? È mai troppo tardi per iniziare? (more…)

Come impariamo le lingue: il “metodo militare” 

Posted on October 8, 2014 by

metodo audio-orale

Mia nonna imparò il francese a scuola in Australia verso la fine degli anni 1950. Lo studiò diligentemente per anni e l’unica frase che ricorda perfettamente ancora oggi è questa:

La plume de ma tante est dans le jardin avec le lion.

Per chi non avesse mai avuto il piacere (o conosciuto la fatica) di studiare il francese, significa: “la penna di mia zia è nel giardino con il leone”. Una frase che non capita certamente di usare in una normale conversazione. Mia nonna non era l’unica ad averla imparata a memoria: “la plume de ma tante” era proverbiale come simbolo degli aspetti più ridicoli dello studio delle lingue straniere, tanto che nel 1958 la rivista LIFE Magazine la definì “la frase più idiota e inutile nei libri di testo di francese per principianti”.

Tra le tante splendide qualità di mia nonna non figura certo una buona memoria. Le capita non di rado di non trovare più gli occhiali, cercarli dappertutto e poi scoprire di averli messi in frigo. Ora ha più di ottant’anni. Eppure…come mai si ricorda così bene quella frase? (more…)

La sfida degli scioglilingua

Posted on October 1, 2014 by

scioglilingua

Quando si sta imparando una nuova lingua, gli scioglilingua sono un ottimo modo per esercitarsi nella pronuncia. Gli scioglilingua sono frasi o serie di parole difficili da pronunciare. Spesso hanno suoni simili che si alternano, come “s” e “sc” o “p” e “b”. Di solito sono frasi senza senso, ma un classico della lingua inglese, “She sells sea shells on the sea shore, and the shells that she sells are sea shells, I’m sure”, era in realtà una canzone popolare del 1908 basata sulla vita di Mary Anning, una celebre raccoglitrice di fossili e paleontologa britannica.

Abbiamo selezionato otto dei nostri scioglilingua preferiti in varie lingue (inglese, tedesco, italiano, francese, danese, svedese, turco e russo) e li abbiamo trasformati in brevi video animati. Riuscite a pronunciarli? (more…)