The Babbel Blog

Online Language Learning

Perché la vostra lingua madre influisce sull’apprendimento di una lingua straniera

Posted on April 3, 2014 by

Perché per la maggior parte degli italiani è più facile imparare lo spagnolo che il tedesco – e una volta che si conosce già lo spagnolo, diventa ancora più facile imparare il francese? E come mai troviamo invece particolarmente difficili lingue come il turco o l’indonesiano?

La risposta è semplice e ha a che fare con il concetto di “famiglie linguistiche”, gruppi di lingue simili derivate dallo stesso antenato comune. Ben sei tra le lingue dei corsi che offriamo appartengono al gruppo germanico: tedesco, inglese, olandese, danese, svedese e norvegese (le ultime tre fanno parte delle lingue scandinave, che si assomigliano ancor più tra loro). La seconda famiglia principale rappresentata su Babbel è quella delle lingue romanze (o latine), a cui appartengono spagnolo, portoghese, francese e italiano.
Le lingue appartenenti alla stessa famiglia hanno molto in comune. Ad esempio, le espressioni temporali si assomigliano molto tra lingue dello stesso ceppo. Una stretta parentela linguistica si rispecchia spesso anche nella somiglianza di regole e concetti grammaticali.

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Cosa implica questo nello studio delle lingue straniere e nei corsi di Babbel?

I nuovi corsi per una lingua di studio vengono creati in tedesco e successivamente adattati alle altre sei lingue di riferimento. In questo processo di adattamento e traduzione cerchiamo solitamente di restare il più possibile vicini alla lingua di studio nella scelta e nell’utilizzo di parole e frasi. Grazie a questo accorgimento, più le lingue che già parlate assomigliano a quella che state studiando, più vi risulterà facile e veloce memorizzarne le regole grazie alle connessioni tra l’una e l’altra. Se state studiando una lingua che appartiene alla stessa famiglia della vostra lingua madre, il corso offrirà meno spiegazioni aggiuntive di quelle solitamente necessarie se steste studiando una lingua appartenente ad un’altra famiglia.

Come adattiamo i corsi di Babbel alla vostra lingua madre

Ecco un esempio: la differenza tra i verbi “pouvoir” e “savoir” per un tedesco che impara il francese non è così ovvia come per un italiano. Mentre nella lingua italiana esistono gli equivalenti “potere” e “sapere”, entrambi i verbi si traducono in tedesco con “können”. Le spiegazioni su quando utilizzare “pouvoir” (ossia, quando qualcosa è permesso o possibile) piuttosto che “savoir” (che significa più “conoscere, sapere, essere in grado di”) vengono quindi tralasciate nei corsi di francese per italiani. Ovviamente, tutti gli utenti di qualsiasi madrelingua che stanno studiando il francese dovranno comunque fare gli stessi esercizi sulle singole forme dei due verbi.Bildschirmfoto 2014-03-18 um 14.30.01

Invece di tradurre i nostri corsi di lingua dal tedesco in altre lingue dobbiamo a volte aggiungere delle spiegazioni. Ad esempio, i tedeschi sono già abituati a declinare i verbi: “ich bin, du bist, er/sie/es ist, …”. Questo implica che nel corso di francese per madrelingua tedeschi sarebbe superfluo spiegare che esiste una forma diversa del verbo per ogni pronome personale.
Per gli svedesi invece, che per tutti i pronomi personali utilizzano la stessa forma del verbo (“jag är, du är, han/hon/den/det är, …”), aggiungiamo appunto delle note specifiche, come potete vedere nell’immagine qui sotto:

Un esempio di spiegazioni aggiuntive per la coniugazione dei verbi nel corso di francese per madrelingua svedesi.
Un esempio di spiegazioni aggiuntive per la coniugazione dei verbi nel corso di francese per madrelingua svedesi.

Avete notato che anche se tedesco e francese appartengono a due famiglie linguistiche diverse, si assomigliano molto almeno da questo punto di vista? Un suggerimento: per sapere quali sono le trappole da evitare nella lingua che state studiando, provate i nostri corsi “Falsi amici”! Vi aiuteranno a non confondere più frasi e parole che sembrano simili a quelle della vostra lingua madre ma hanno in realtà tutt’altro significato.

Buon divertimento con le lingue!

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Vive la France ! e altri motivi per imparare il francese

Posted on March 24, 2014 by

In occasione della giornata internazionale della Francofonia, celebrata oggi in ogni angolo del globo, abbiamo condotto una una piccola ricerca sulla lingua francese e ci siamo ritrovati davanti ad alcune scoperte che vogliamo assolutamente condividere con voi!

Il francese è una delle poche lingue parlate in tutto il mondo, al sesto posto in classifica dopo il cinese mandarino, l’inglese, l’hindi, lo spagnolo e l’arabo. Al momento il numero di francofoni presenti su tutti i continenti si aggira attorno ai 220 milioni.

Fuori dalla Francia, i maggiori gruppi di francofoni sono da ritrovarsi in Belgio, Svizzera e Lussemburgo.
Il francese é la seconda lingua piú parlata d’Europa con piú di X milioni di parlanti, dopo il tedesco (attorno a 100 milioni) e seguita dall’inglese (61 milioni circa). Ricerche demografiche attestano che grazie all’attuale tasso di natalità il francese si appresta a diventare la lingua più parlata d’Europa nel 2025 (a meno che una nazione di maggiori dimensioni come la Turchia non entri a far parte dei paesi dell’Unione prima di questa data).

Il francese è la seconda lingua più studiata al mondo. Assieme all’inglese, viene appresa nei sistemi educativi della maggior parte dei paesi del globo.
Inoltre, il francese è una delle lingue più apprese tra gli utenti di Babbel, il cui numero è in costante crescita, proprio come quello del nostro team francese, che vi terrá aggiornati riguardo a tutti i nuovi corsi!

 

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Lettere d’amore: un corso per farvi innamorare in inglese, tedesco, francese o spagnolo!

Posted on February 13, 2014 by

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La fortuna in amore può arrivare in qualsiasi momento dell’anno, non solo il giorno di San Valentino: un incontro, la curiosità, la voglia di conoscersi e improvvisamente non si riesce più a pensare ad altro che a quella persona così speciale. È proprio in occasione di San Valentino però che vogliamo presentarvi il nostro nuovo corso speciale: “Lettere d’amore”, una storia in cui i due protagonisti si sono conosciuti su un sito di dating online. Fino a qualche anno fa era ancora qualcosa che avrebbe destato qualche perplessità tra gli amici, oggi invece è diventato normalissimo incontrarsi per la prima volta tramite internet. Sicuramente conoscete anche voi una coppia felice che è nata in questo modo, o magari proprio voi stesso avete trovato così il vostro partner.

Già nella propria lingua madre a volte può essere difficile trovare le parole giuste per esprimere i propri pensieri e sentimenti senza rischiare malintesi e imbarazzi. “Per noi era importante offrire con il corso non solo la possibilità di esercitarsi nella lettura e nella scrittura, ma anche di seguire una storia appassionante. E quale tema è più appassionante dell’amore?”, spiega la nostra Content Project Manager, Katja Wilde. Per scoprire se i due protagonisti, Marie e Robert, riusciranno a superare le difficoltà iniziali e rompere il ghiaccio, non vi resta che seguire il corso.

Avrete modo così di ampliare il vostro vocabolario con nuove parole sul tema degli ideali in amore e nei rapporti sentimentali, imparando a esprimere i sentimenti anche in una lingua diversa dalla vostra lingua madre. Oltre al vocabolario, il corso vi dà la possibilità di esercitare anche la vostra comprensione e produzione scritta ed è pensato per chi ha raggiunto il livello B1.
Se vi state innamorando, saprete così come mettere in parole quello che provate.

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C’è anche una versione francese di Marie e Robert: Romy e Alain, che si incontrano nel corso “Lettres d’amour” e forse, chissà, finiscono anche loro per innamorarsi. Scopritelo con loro:

Lettres d’amour

Liebesbriefe

Love letters

Cartas de amor

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Dare voce a chi non ce l’ha: l’esperienza dei rifugiati congolesi con Babbel

Posted on February 11, 2014 by

crisiCrisi é parte integrante del team di Babbel già dal 2008. Non solo tramite il lavoro é portata a conoscere costantemente persone nuove e ad imparare in loro compagnia. Ha giá visitato ben 47 Paesi, al ritorno dai quali ha sempre portato con lei, oltre ad imbarazzanti souvenir, qualche frammento della lingua locale. In luganda, in Uganda lingua ufficiale assieme all’inglese, ci si saluta così: „Ki kati!“.

 

Indipendentemente dalla ricchezza del Paese nel quale si vive, in un minuscolo villaggio o nel vortice di una megalopoli, basta poco per crearsi nuove prospettive – ad esempio una connessione internet e tanta voglia di imparare.

È quello che ho potuto constatare nel febbraio dell’anno scorso durante la mia permanenza a Kampala, capitale dell’Uganda, dopo aver conosciuto Edmund Page, direttore deProgetto Xavier. Questo progetto e l’iniziativa associata YARID (Young African Refugees for Integral Development) sono nati con l’obiettivo di permettere che i numerosi rifugiati che vivono nella città abbiano accesso all’istruzione.
La maggior parte dei profughi proviene dal Paese di confine, il Congo, martoriato da oltre vent’anni da sanguinosi conflitti, e cerca di costruirsi una nuova vita nel più pacifico Uganda. I conflitti nati per la disputa di oro, diamanti e altre ricchezze del sottosuolo africano sono costati la vita a oltre 5 milioni di persone. Attualmente il numero dei profughi è stimato tra uno e due milioni, di cui almeno 50.000 vivono a Kampala. Un quotidiano di disagi, che li vede costretti a convivere con scarsità di alloggi, cibo e assistenza sanitaria. La popolazione locale non riconosce in loro le madri, gli studenti, gli insegnanti, le infermiere o i commercianti costretti dai ribelli a lasciare le proprie case, ma solo rifugiati stranieri che parlano una lingua diversa da quella locale, ai quali non riservare un’accoglienza di benvenuto. Oltre a numerosi dialetti e lingue locali, la lingua ufficiale del Congo è il francese, mentre in Uganda si parla principalmente l’inglese. Per chiunque voglia trovare lavoro o semplicemente integrarsi a Kampala, quindi, l’inglese è una prerogativa indispensabile.

ll progetto YARID offre ad alcuni dei numerosi profughi la possibilità di frequentare corsi di inglese gratuiti. Con non pochi Bildschirmfoto 2014-02-03 um 15.30.21sforzi e alti livelli di concentrazione, studenti principianti e di livello avanzato frequentano gli stessi corsi, spesso in piccole stanze dove si raggruppano anche 70 partecipanti a lezione. Robert, uno dei volontari coinvolti nel progetto, è fuggito dal Congo nel 2008, ha imparato l’inglese da autodidatta e ora lo insegna a sua volta ai rifugiati arrivati dopo di lui.

Per circa un’ora ho assistito Robert nella sua lezione, e mi sono lasciata trasportare dal fervore dei suoi studenti, quasi tutti adulti.
Nonostante il breve lasso di tempo trascorso nella capanna di lamiera sede della lezione, il livello dei volumi acustici raggiunti al suo interno mi ha sfinita. Trovavo inoltre un vero peccato che la lezione non tenesse conto dei differenti livelli di conoscenza della lingua degli studenti: mentre alcuni si annoiavano, era evidente che fosse molto difficile per gli altri seguire la lezione, costituita principalmente dallo scrivere frasi intere alla lavagna, successivamente ripetute in coro dagli studenti. Le donne in particolare si rivelavano essere molto timide, e non osavano chiedere spiegazioni anche avendone la necessità.

È stato quando Edmund mi ha mostrato la sala computer del Xavier Project che mi è venuto in mente di far loro Bildschirmfoto 2014-02-03 um 15.32.06conoscere Babbel: i nostri corsi di inglese online risolverebbero ogni problema!
Il primo tentativo è stato un successo…a metà: solo due dei dodici rudimentali computer disponibili funzionavano a sufficienza, e la connessione internet era da mettersi le mani nei capelli. Ho tirato fuori il mio laptop e piazzato due, tre persone davanti a ogni monitor. Per la maggior parte di loro era la prima volta alle prese con un computer: dovevano imparare a cliccare col mouse e allenarsi a trovare le lettere sulla tastiera. Ma una volta sul sito di Babbel tutto è andato a gonfie vele: lezione dopo lezione gli studenti hanno ripetuto e digitato vocaboli fino all’orario di chiusura della sala, mentre fuori era già sera.

 

girlsNei giorni successivi ho organizzato nella sala computer vari “Ladies’ Day”, lezioni dedicate a sole donne.
Tra loro c’era Fatou, ultrasessantenne, una delle allieve più anziane. Non solo non si è lasciata scoraggiare dalle difficoltà iniziali con la tastiera, ma tramite un post sul suo Facebook ha esortato altre Bildschirmfoto 2014-02-03 um 16.53.55„mamme“ a prendere esempio da lei e ad iniziare a studiare l’inglese. Vedere quanto Fatou e le altre donne si divertivano davanti al computer mi ha motivata a voler procurare l’accesso ai corsi di Babbel per i rifugiati.

Tornata a Berlino ho avviato una campagna di raccolta fondi tra amici e colleghi di Babbel, grazie alla quale sono potuta tornare in Uganda a Novembre. Il successo della campagna mi ha permesso di portare con me computer, altoparlanti e un po’ di soldi per una connessione a internet più veloce.
Una volta sul posto ho mostrato ad Alex, nuovo collaboratore del progetto Xavier, new laptopcome registrarsi su Babbel, attivare i codici promozionali e scegliere i corsi adatti al proprio livello.
Da Novembre Alex organizza con regolaritá corsi di computer, durante i quali istruisce i suoi allievi anche su come utilizzare Babbel.

I profughi partecipanti al progetto possono cosí imparare l’inglese col proprio account ogni qualvolta hanno un po’ di tempo a disposizione, esercitandosi al contempo con il computer. I vantaggi sono molteplici: le loro chance sul mercato del lavoro aumentano, cosí come i loro progressi nell’apprendimento personalizzato della lingua inglese.

Grazie a un piccolo investimento ho potuto offrire ai rifugiati congolesi un’opportunità per migliorare la propria situazione, il che mi rende molto felice, e mi lascia sperare che incontrino sempre meno ostacoli nel loro percorso verso l’integrazione in Uganda.
È spesso con una piccola spinta che si mettono in moto grandi cambiamenti. O citando una pragmatica espressione locale: „Il momento giusto per piantare un albero era venti anni fa. La prossima occasione per farlo è adesso.“

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…giá sei anni!

Posted on January 17, 2014 by

Markus Witte (co-fondatore)

Da non crederci: si é appena concluso il nostro sesto anno online.
 Foto 3Ed é con soddisfazione ed orgoglio che possiamo constatare che l’anno appena conclusosi é stato decisamente il migliore.
 Quante ne sono successe: é stato chiuso un round di investimenti da 10 milioni di dollari, ben 45 splendidi personaggi si sono uniti al team, tra i quali vari manager, ciascuno con alle spalle un’esperienza di oltre 10 anni. E poi nuovi uffici, due nuove lingue (norvegese e danese), nuove Apps per due piattaforme (iOs e Android) – ed un nuovo logo! E soprattutto milioni di nuovi utenti, protagonisti in prima linea.

Quello che é nato con i 4 fondatori in un vecchio ed angusto appartamento di Kreuzberg é nel frattempo cresciuto come un brulicante alveare oggi composto da piú di 100 assunti fissi, ai quali si aggiungono piú di 200 autori, didattici, redattori, traduttori, madrelingua e supporter, liberi professionisti che lavorano per noi mantenendo le loro professioni di insegnanti, musicisti ed attori. 
E sommando tutti otteniamo quel bel numero di persone che va a costituire Babbel.
Crediamo che questo sia un ottimo motivo per festeggiare. E considerando il fatto che gennaio é sempre stato per noi il mese piú attivo (grazie alle vostre ed alle nostre aspettative ed intenzioni), abbiamo addirittura posticipato il Natale per farlo: venerdí si fa festa attorno all’albero.
Dopodiché si continua con il nostro settimo anno, per il quale ci siamo giá prefissati molte cose.
Alcune saranno sorprese, altre saranno realizzate prima di averne discusso, e di certo c’é che arriverá il russo, la prima lingua non su base alfabetica latina per Babbel.
Ed abbiamo in programma di rimettere in sesto il review manager. E di continuare ad imparare. E divertirci. E creare. E…!!!

 

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La nuova app finalmente anche per Android

Posted on January 16, 2014 by

Tedesco per il lavoro, spagnolo per scrivere lettere d’amore e inglese per le vacanze: realizza tutti i tuoi buoni propositi per il 2014 grazie alle grandi novità di Babbel. La nuova app per Android arriva infatti puntuale con l’inizio del nuovo anno.

L’apprendimento mobile per chi è in movimento è uno dei nostri temi caldi.

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Le app per iOS hanno fatto la loro comparsa un paio di mesi fa. Da allora molti utenti aspettano l’arrivo di una app per telefoni e tablet Android che offra di più di un semplice training di ripasso dei vocaboli. Finalmente la app è pronta a rendere disponibile l’apprendimento mobile anche agli utenti Android. Perché ora anche i corsi di Babbel sono disponibili per gli apparecchi mobili e i progressi si sincronizzano automaticamente su tutti i dispositivi e sul web.

La veste grafica della app segue la nuova ed esclusiva linea sfoggiata da Babbel. Oltre al logo, essa comprende anche l’icona per la piattaforma utente mobile: una grande “B” preceduta dal simbolo “più”, con un look più essenziale che porta in primo piano la sostanza. Ecco Babbel 2014!
Ma le novità non sono finite: ora non è più necessario avere una app per ogni lingua. Tutte le lingue di apprendimento sono riunite nella stessa app. In questo modo è possibile cambiare da una lingua all’altra e provare gratuitamente la prima lezione di ogni corso. Gli utenti di Babbel possono così accedere gratuitamente a tutti i corsi delle lingue per le quali sono registrati.

Non perdere tempo: scarica, registrati e scopri tutte le novità per concretizzare tutti i tuoi buoni propositi!
Fai click qui per scoprire la nuova app nel Google Play Store

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The Learning Revolution: It’s Not About Education

Posted on January 8, 2014 by

Wired, the US magazine on emerging technologies, published an article from Markus Witte, CEO and co-founder, on the the revolution taking place in private learning. Read it here:

The education system is changing. Established teaching methodologies are reaching their limits in most developed countries. New requirements are needed. In the search for solutions, technology is playing an increasingly prominent role — allowing for new approaches such as the “inverted classroom,” Massive Open Online Courses (MOOCS) and “mobile learning”. We keep hearing of an “education revolution” — one in which technology will bring upon a radical transformation in schools and universities.

There are certainly great hopes for a change to the better but recent news are somewhat discouraging. Some even spoke of a “backlash” after Udacity, one of the most ambitious projects to revolutionize higher education, changed course towards corporate customers. Other, less well-known initiatives are also struggling: I recently spoke on a panel about “the future of education” together with a manager from a large publishing house that develops new digital products for schools and a CEO of a startup that built an adaptive software tool for maths education. Both discussed ways to persuade governments, ministries and committees to use their newest tools. But even to run a test involves a sales cycle of way more than a year — not exactly the pace of a revolution.

 

Education Will Change With the Way We Learn

Real changes and disruptions usually come “from below”: through the individual decisions of the many rather than through sweeping decrees from the government. From the car to the internet to the tablet to the iPhone — that is, in all the great upheavals that new technologies have created in our lifestyle, culture, and working environment — it has been the many individuals that have decided to adopt changes, not the politicians.

The good news is that there is indeed a revolution going on. But it is not about education systems. It is about learning. It is people taking learning into their own hands. A new trend is initiated by a whole new breed of learning technology start-ups that set out to make learning easier for everybody. Their goal is not to alter elementary education or university teaching. They do not deal with governments; their customers are not countries and states. They are focused solely on their users — people who want to learn something. And this is a powerful force to harness.

Learning tools like Babbel are directly tailored to the user; there are no institutions in between. People decide for themselves whether or not the product helps them toward their goals and is worth their money. It’s a much smaller-scale enterprise than a nationwide introduction of new software for schools or the building of an online university.

These upheavals are also taking place in the learning sphere but outside of the established educational systems. Students are currently not the most active in this change process. As a rule, they study for their degrees and final exams with a goal clearly in mind. Formal education is more about passing a French exam than about being able to actually talk to a French person. This is because a degree or certificate is often equally valuable as the actual knowledge or skills.

 

The Learning Revolution is Taking Place at Home

More and more people are using new technologies for self teaching. Let’s look at language learning for example. Over 100 million people all over the world are learning languages online today (1) — and only a fraction of them would ever have considered using traditional learning materials or courses to do so. As a part of my research, I have personally talked to some of them: It would never have occurred to the nurse in Louisville to buy a textbook or an expensive CD to learn a language — but now, she’s studying German on her tablet after her shift. The same holds true for the retiree in southern France who started to learn English on his laptop at the age of 70, or for the London banker riding home on the tube practicing Spanish on the latest iPhone. This group of people has decided to self teach because they came across learning tools of a new generation.

Technology is not really generating new demand but makes more things possible. E-mail, cameras in smartphones and Wikipedia are just a few examples of how this works. All these examples “replace” older technologies — and yet they open up completely new spaces.

The choices are manifold and changing at a breathtaking pace. In language learning alone, virtual classrooms, tutoring via video chat, learning communities with user-generated content, crowd-sourced translation services, and interactive services for self-learning offer a dizzying array of choices. Established standards and clear user expectations are nonexistent. Only one thing is for sure — the interest is enormous and the popularity of the internet and smartphone apps for learning is growing by leaps and bounds.

Language learning is only a part of a trend toward self-learning. Other offerings, from computer programming to brain training are popping up like daisies. No matter what the latitude or longitude, private individuals are deciding to learn on their own accord.

This revolution is taking place in living rooms and cafés, on public transport and in offices. It is carried out by people who decide to take their learning into their own hands — and they are finding ever more and better technology-based products to help them.

In the end, the education revolution might be a real, old-fashioned revolution: one that comes from below, takes unforeseen routes and hits the centers late in the process. It might already be in full swing and it might be way more powerful than it seems when we only look at the established education systems.

 

(1) a guess based on the compound user numbers of Babbel, Busuu, LiveMocha, duolingo = 140M alone. 40% of them probably use more than one platform (= 84M unique users) at least 20M more unique users will use smaller platforms

Read more about Markus Witte and the founding team here.

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Attenzione: imparate a vostro rischio e pericolo!

Posted on October 15, 2013 by

Non cominciate nemmeno questo corso se siete affamati!!!

Detto altrimenti, come ha commentato un utente di Babbel al termine del nostro corso di spagnolo, da poco pubblicato:

“Complimenti!!! La vostra sezione La cucina spagnola e sudamericana è fantastica. Ben strutturata, interessante e molto utile nel comprendere la cultura culinaria di questi paesi. L’unica cosa negativa… Studiare mi fa venire l’appetito.”

Prima di cominciare un viaggio culinario passando per l’Andalusia, la città di Valencia o il Messico, si consiglia vivamente di stipare il vostro frigorifero con una gran varietà di cibi, sia dolci che salati. Per ogni nuovo vocabolo richiesto verrete tentati da nuove prelibatezze. Comprate del pesce o dei frutti di mare, prima di dirigervi verso la Galizia. Approvvigionatevi di gustose bistecche per la lezione dedicata all’Argentina. Rifornitevi di more, mele candite e papaia, per poter avere una vaga idea di quanto siano deliziosi i succhi di frutta freschi del Cile.

Capesante in salsa speciale di vino bianco: un antipasto della Galizia.

È meglio procurarsi anche un libro di cucina, perché, si badi bene, questo corso non contiene alcuna ricetta – è inteso piuttosto come un viaggio culinario attraverso alcune regioni della Spagna e dell’America Latina. Potrete tra l’altro farvi un’idea di quali e quanti tipi diversi di caffè esistano e quali piatti vengano preparati come antipasti, quali come primi piatti e quali come dessert. Insomma questo corso non solo fornirà i vocaboli gastronomici lungo la via, ma anche uno spaccato culturale sul mondo della variegata cucina di lingua spagnola.

La cioccolata calda con dolci fritti è una colazione post-sbornia molto amata in tutta la Spagna.

E nel caso in cui voleste conoscere la differenza tra la tortilla spagnola e la tortilla messicana, oppure voleste imparare a conoscere qualcosa a proposito di crostacei – ad esempio i granchi, chiamati “jaiba” in Cile ma “cangrejo” in Spagna, rimpinzatevi per bene e cliccate qui: “La cucina spagnola e sudamericana”. (Link)

Frauke lavora come project manager nella redazione di Babbel e responsabile, tra l’altro, dei contenuti di lingua spagnola. Nel corso del suo viaggio per il mondo di lingua spagnola ha potuto provare direttamente i diversi menù proposti. Al solo pensiero degli hot dog cileni, delle tapas dell’Andalusia o della zuppa di ceci castigliana le torna subito l’acquolina in bocca.

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Ecco le nuove app per iPhone – ora con l’offerta dei corsi al completo!

Posted on September 24, 2013 by

 

I nostri sviluppatori, designer, autori ed esperti linguistici hanno passato mesi di notate in bianco armeggiando, discutendo e tenendosi svegli durante la notte a forza di caffé e ClubMate. E finalmente sono arrivate, con grande tempismo all’uscita di iOS7: le nuove app di Babbel!

 

La D-Team

 

Per la prima volta iPhone e iPod Touch presentano tutte le caratteristiche premium più amate del web, come dialoghi interattivi, grammatica, lessico, esercizi di ascolto e scrittura e un riconoscimento vocale ancora più accurato. Abbiamo inoltre rinnovato completamente l’interfaccia grafica rendendola più facile da usare e ringiovanendola con linee pulite e moderne. Grazie alle piccole animazioni e ai nuovi colori ed effetti sonori, l’apprendimento risulta ancora più divertente e coinvolgente.

Come funziona l’apprendimento su piattaforma unica?

Le app mobili mettono a disposizione la quasi totalità del programma online (nuovi corsi, Business English e corsi B1 per il livello intermedio sono disponibili al momento esclusivamente su babbel.com) e sono comprese automaticamente nel normale abbonamento. In questo modo, grazie a un unico login potrete accedere a tutte le piattaforme e imparare senza nessun costo aggiuntivo. La nuova app aggrega inoltre tutti i dispositivi mobili. Una volta installata, sincronizzerà automaticamente i progressi su iPhone, iPad, iPod e sul web.

Con Babbel porti i corsi di lingua dal salotto di casa alla strada, al parco, ai mezzi di trasporto, al bar. Impari quando e dove lo desideri per tutto il tempo che vuoi. Un paio di vocaboli nuovi mentre sei in fila al supermercato o un’intera lezione di grammatica durante il tragitto per andare al lavoro. “Molte persone desiderano imparare una nuova lingua ma non ne hanno il tempo o la motivazione sufficienti”, afferma il nostro CEO, Markus Witte. “La nuova app può essere d’aiuto, perché consente di imparare in ogni momento e in ogni luogo. Sono orgoglioso del mio team e dei risultati di questo duro lavoro!”.

Nuove app, prossimamente anche per Android

Le app per le tre lingue più richieste (inglese, spagnolo e francese) sono già disponibili per il download gratuito. Altre lingue seguiranno presto . Come sempre, Babbel consente di provare gratuitamente la prima lezione di ogni corso, mentre l’accesso ai materiali completi è disponibile tramite abbonamento, effettuabile non soltanto su babbel.com ma anche direttamente tramite la app: l’abbonamento per un mese costa 9,99 euro, quello per tre mesi 19,99 Euro e quello per 6 mesi 33,99 euro. Le app di trainer lessicali disponibili fino a oggi su iPhone rimangono per il momento disponibili come offerta aggiuntiva.

A tutti gli utenti Android: a presto con nuove app tutte per voi!

Spagnolo

Francese

Inglese

Qui si accede all’app-Store

 

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O’zapft is! – Il corso dedicato all’Oktoberfest

Posted on September 6, 2013 by

Questo articolo in: Tedesco (Deutsch), Inglese (English), Spagnolo (Español)

Chiedendo in giro per il mondo cosa sia più conosciuto della Germania e dei tedeschi, nomi come lederhose (i tipici pantaloni di pelle), dirndl (un vestito tradizionale), la birra ed il buon brezel – o pretzel, come dicono nei paesi anglofoni – compaiono piuttosto in alto sulla lista. Anche l’Oktoberfest è ben conosciuto e si è guadagnato il nome di maggior sagra al mondo: una vera e propria calamita di visitatori provenienti da tutto il pianeta. Un’ottima ragione insomma per prendere e mettersi in viaggio verso queste lande, per potersi così fare una propria idea sul gran trambusto che gira intorno al “Wiesn”.

La verità è che l’Oktoberfest ha ben altro da offrire, oltre i tendoni della birra e visitatori in dirndl e lederhose, che vanno in giro addentando brezel. Lo sapevi, ad esempio, che ci sono giostre storiche che risalgono in parte al 19mo secolo, costruite in legno e con tanto di orchestrina di fiati che suona dal vivo? La giostra chiamata Krinoline venne costruita interamente a mano da quattro forti uomini, dal momento che ai tempi i meccanismi per un simile movimento rotatorio potevano essere prodotti solo artigianalmente.

Eppure, venerande tradizioni di questo tipo risultano ad un esame più attento esser tornate alla ribalta. Ed a proposito di mode, all’inizio del 19mo secolo non si portavano i vestiti tradizionali bavaresi, come ora, ma si seguiva piuttosto la moda francese…

Insomma, c’è tanto da scoprire!

Grazie al nostro corso sull’Oktoberfest ci si può preparare qualche battuta in anticipo e sfidare una vera cameriera bavarese ordinando la birra in tedesco. I dialoghi brevi ed i quadri informativi inoltre sono ricchi di fatti ed informazioni sulla cultura e la storia di questa sagra. Nell’ultima delle sei lezioni gli utenti più coraggiosi possono cimentarsi nel dialetto bavarese – un’esperienza che prima o poi capiterà a tutti gli avventori dell’Oktoberfest, volenti o nolenti. Come si suol dire: “O’zapft is! Des wird a Mordsgaudi!

Frauke e Maren sono project manager presso Babbel ed hanno sviluppato e scritto la maggior parte dei corsi di tedesco. Per il corso dedicato all’Oktoberfest hanno intrapreso per voi un viaggio di ricerca districandosi tra aspetti linguistici, storici e gastronomici intorno al cosiddetto Wiesn. 

 

 

 

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