The Babbel Blog

language learning in the digital age

O’zapft is! – Il corso dedicato all’Oktoberfest

Posted on September 6, 2013 by

Questo articolo in: Tedesco (Deutsch), Inglese (English), Spagnolo (Español)

Chiedendo in giro per il mondo cosa sia più conosciuto della Germania e dei tedeschi, nomi come lederhose (i tipici pantaloni di pelle), dirndl (un vestito tradizionale), la birra ed il buon brezel – o pretzel, come dicono nei paesi anglofoni – compaiono piuttosto in alto sulla lista. Anche l’Oktoberfest è ben conosciuto e si è guadagnato il nome di maggior sagra al mondo: una vera e propria calamita di visitatori provenienti da tutto il pianeta. Un’ottima ragione insomma per prendere e mettersi in viaggio verso queste lande, per potersi così fare una propria idea sul gran trambusto che gira intorno al “Wiesn”.

La verità è che l’Oktoberfest ha ben altro da offrire, oltre i tendoni della birra e visitatori in dirndl e lederhose, che vanno in giro addentando brezel. Lo sapevi, ad esempio, che ci sono giostre storiche che risalgono in parte al 19mo secolo, costruite in legno e con tanto di orchestrina di fiati che suona dal vivo? La giostra chiamata Krinoline venne costruita interamente a mano da quattro forti uomini, dal momento che ai tempi i meccanismi per un simile movimento rotatorio potevano essere prodotti solo artigianalmente.

Eppure, venerande tradizioni di questo tipo risultano ad un esame più attento esser tornate alla ribalta. Ed a proposito di mode, all’inizio del 19mo secolo non si portavano i vestiti tradizionali bavaresi, come ora, ma si seguiva piuttosto la moda francese…

Insomma, c’è tanto da scoprire!

Grazie al nostro corso sull’Oktoberfest ci si può preparare qualche battuta in anticipo e sfidare una vera cameriera bavarese ordinando la birra in tedesco. I dialoghi brevi ed i quadri informativi inoltre sono ricchi di fatti ed informazioni sulla cultura e la storia di questa sagra. Nell’ultima delle sei lezioni gli utenti più coraggiosi possono cimentarsi nel dialetto bavarese – un’esperienza che prima o poi capiterà a tutti gli avventori dell’Oktoberfest, volenti o nolenti. Come si suol dire: “O’zapft is! Des wird a Mordsgaudi!

Frauke e Maren sono project manager presso Babbel ed hanno sviluppato e scritto la maggior parte dei corsi di tedesco. Per il corso dedicato all’Oktoberfest hanno intrapreso per voi un viaggio di ricerca districandosi tra aspetti linguistici, storici e gastronomici intorno al cosiddetto Wiesn. 

 

 

 

Vedere, ascoltare e capire le lingue

Posted on August 16, 2013 by

Tarte, tartiflette, tapenade e così via sono tipiche pietanze francesi, ma qual è il vero significato di queste parole? Con il corso di cucina francese gli user di Babbel intraprendono un “tour de France” linguistico e culinario attraverso le diverse regioni della Francia.

Non è l’unico, però: anche il lavoro di redazione e la traduzione sono stati un viaggio ricco di esperienze e curiosità. A cosa equivalgono certi piatti nella propria lingua? Da dove derivano nomi buffi come “pôchouse”, “pulenda”, “quenelle”, “cassoulet”, “nonnette”, “tartiflette” e “tapenade”? E si possono tradurre?

Per rendere efficace l’apprendimento abbiamo deciso di tradurre – laddove era possibile – le specialità in questione. In fin dei conti non si trattava solo di trascrivere la parola “cassoulet” ma piuttosto di scoprire che cosa si nascondeva dietro questo piatto tipico della regione “Midi-Pirenei”, per essere in grado un giorno di capire veramente un menù francese.

Introducendo la parola “cassoulet” insieme alla sua traduzione si ha subito – ancor prima della descrizione dettagliata degli ingredienti e della sua preparazione – un’idea di cosa sia questo piatto: uno stufato di fagioli bianchi. Per evitare poi che durante gli esercizi successivi l’apprendente pensi per sbaglio a “cassoulet” come alla combinazione di “potée” (stufato) e “haricots blancs” (fagioli bianchi) la traduzione è accompagnata dalla specificazione “nome proprio”. Inoltre, per facilitare la memorizzazione della parola, si legge anche che “cassoulet” deriva dal termine occitano “la cassole” (pentola di terracotta) in cui tradizionalmente viene cucinata questa pietanza.

In altri casi, come in quello del piatto savoiardo “la tartiflette”, uno sformato di patate, il termine “patatina” funge da ulteriore indizio per la parola richiesta nell’esercizio perché “tartiflette” proviene dal termine “tartiflâ” che, in un dialetto, significa “patata”.

Con molta inventiva e forse anche in modo un po’ azzardato vengono presentate anche le “quenelles” di Lione. Infatti, i termini “gnocchi” in italiano, “dumplings” in inglese, “croquetas” in spagnolo e “Klößchen” in tedesco non corrispondono del tutto all’originale, sia per la sua forma allungata che, soprattutto, per l’ingrediente di cui sono fatte, cioè la semola di frumento. Tuttavia, anche ciò viene poi risolto e spiegato in dettaglio e così si impara che la parola “quenelle” deriva dal tedesco “Knödel”.

Non è stato invece assolutamente possibile tradurre, ad esempio, due tipi di formaggio della regione Champagne: “le langres” (formaggio erborinato di Langres) e “le rocroi” (un formaggio di Rocroi). In questi casi non esiste una traduzione che faccia a meno del luogo di origine, poiché il formaggio in genere porta il nome del suo luogo di provenienza.

A differenza dei corsi di Babbel per principianti, le cui traduzioni prevedono essenzialmente l’aggiunta di informazioni e chiarimenti di ordine grammaticale, il corso di cucina francese è anche stata una vera sfida e ha implicato un lungo lavoro di ricerca nella scelta della traduzione giusta. Interessante e informativo è stato anche il fatto che alcuni termini riferiti alle specialità francesi trattate nel corso derivano da dialetti regionali ovvero da altre lingue come il polacco, l’italiano e il tedesco. Tanto da far perdere la testa persino al nostro protagonista francese che nell’ultima lezione dice: “Le kouglof ??? Encore un mot incompréhensible !” (Il kouglof ??? Un’altra parola incomprensibile!) Ah, se qualcuno gli avesse consigliato il corso di cucina francese di Babbel prima di intraprendere il suo viaggio culinario!

Sull’autrice: Katja è Senior Content Manager presso Babbel e cucina volentieri per amici e colleghi i piatti di un libro di cucina francese comprato alla fine di un soggiorno biennale a Parigi. Non segue però proprio alla lettera la lista degli ingredienti, come invece fa con le regole di grammatica francese nel suo lavoro di redattrice dei corsi di francese di Babbel.

Corsi di approfondimento di Babbel: cosa significano A-B-C e cosa facciamo meglio degli altri?

Posted on July 30, 2013 by

A1, A2, B1, B2, C1, C2. Così vengono chiamati i livelli linguistici da qualche anno in Europa. Ma cosa indicano queste lettere? Il Quadro Comune Europeo di Riferimento (QCER) per le lingue del Consiglio d’Europa indica con A1/A2 i livelli base, con B1/B2 i livelli intermedi e con C1/C2 i livelli avanzati.

Prima dell’introduzione del QCER, le competenze linguistiche venivano testate principalmente sulla base di nozioni grammaticali e lessicali per stabilire se gli studenti fossero in grado di tradurre, usare diverse forme grammaticali e scrivere correttamente. I prodotti digitali nati da questa tradizione propongono a tutti i livelli esercizi di inserimento di vocaboli e forme grammaticali: più alto diventa il livello, più complessi sono lessico e grammatica. Purtroppo però, anche chi è esperto in grammatica e ha buone competenze lessicali non è in grado di comunicare automaticamente con il mondo reale, come sanno tutti quelli che a scuola, pur avendo ottimi voti in una lingua straniera, non sono in grado di esprimersi una volta all’estero.

Il QCER si basa su un approccio diverso. I livelli dall’A1 al C2 descrivono quali siano le competenze degli studenti in diverse situazioni comunicative nelle quattro abilità: leggere, ascoltare, parlare e scrivere. Un paio di esempi per quanto riguarda la scrittura: al livello A1 si è in grado di compilare un modulo, al livello B1 si può redigere una breve lettera su temi noti, al livello C1 si riesce a scrivere un tema su argomenti complessi.

Il QCER si concentra quindi sulla comunicazione e sulla pratica. I diversi livelli di conoscenza non vengono quindi descritti in base a nozioni grammaticali o lessicali. Proprio chi impara da autodidatta ha però la necessità, ai livelli più bassi, di acquisire una solida base grammaticale e lessicale. Deve imparare come funziona la nuova lingua per poter affrontare da solo le prime situazioni comunicative, anche solo con brevi frasi, spesso imparate a memoria.

Cosa c’entra tutto questo con Babbel? I nostri corsi per principianti, dall’1 al 6, portano al conseguimento del livello A2, lo stesso che la maggior parte degli studenti raggiunge dopo un paio d’anni di studio scolastico. Quest’anno pubblicheremo, lingua dopo lingua, i nostri Corsi di approfondimento, che permettono di esercitarsi in maniera graduale nelle competenze del livello B1 del QCER.

Nei corsi per principianti di Babbel il nucleo fondamentale delle lezioni è costituito da grammatica e lessico, seppure inseriti in situazioni comunicative autentiche e orientate alla pratica.

I nuovi Corsi di approfondimento ribaltano questa struttura. La grammatica e il lessico vengono ridotti e il nucleo fondamentale è costituito dalla pratica, ovvero leggere, ascoltare, parlare e scrivere in situazioni quotidiane concrete. In ogni unità didattica del corso raccontiamo una storia che consente di esercitarsi nelle quattro abilità. Nella prima parte ci si concentra in particolare su ascolto e produzione orale: dopo una breve introduzione lessicale sono previsti dettati, esercizi di comprensione orale, esercizi di pronuncia con riconoscimento vocale e infine, nel contesto della storia, è possibile interpretare un ruolo in un dialogo. Nella seconda parte si prosegue con lettura e scrittura tramite esercizi di traduzione, di comprensione scritta e di scrittura libera, sempre nel contesto della storia. Nella prima parte la grammatica viene introdotta implicitamente tramite il lessico, nella seconda parte viene spiegata ed esercitata tramite attività di lettura e scrittura.

Mentre la maggior parte dei corsi di lingue di livello intermedio si basa su esercizi di inserimento di vocaboli e strutture grammaticali complessi, i Corsi di approfondimento di Babbel trasmettono abilità comunicative autentiche.

Prova i nostri Corsi di approfondimento di francese e inglese !

L‘autrice: Miriam ha sviluppato, per diversi istituti di formazione, vari materiali didattici caratterizzati da un approccio pratico per corsi in presenza, prodotti stampati, CD, corsi online e applicazioni mobili. Da quattro anni lavora presso Babbel dove coordina la redazione.

 

Le app di Babbel superano i 10 milioni di download

Posted on June 13, 2013 by

Sotto i riflettori, nell’ultimo periodo, le app educative e quelle per l’apprendimento delle lingue straniere. Così, siamo lieti di annunciare che le nostre app sono state scaricate più di 10 milioni di volte dai nostri utenti, considerando tutte le piattaforme da Android a iOS.

10 Milioni di grazie per i nostri utenti che hanno provato e che continuano ad usare le nostre app per imparare una lingua straniera. Le app di Babbel sono passate ai primi posti nelle classifiche degli Store più amati dagli smartphone dipendenti, in oltre 35 Paesi!

Le lingue più studiate? Inglese, spagnolo e francese, seguite da italiano e tedesco, come potete vedere nell’info-grafica che segue.

Le app trainer di vocaboli per iOS, Android, Windows 8, Windows Phone 8 e Amazon, sono gratuite e la loro popolarità sta crescendo rapidamente in tutto il mondo. Il materiale didattico audiovisivo contiene esercizi di vario genere dagli esercizi di ascolto a quelli di scrittura su temi vari e disparati: cultura, sport, amore, vacanze e molto altro ancora. Le app gratuite contano più di 3000 vocaboli per ognuna delle lingue di studio dell’offerta didattica.

Babbel continua a crescere e ampliare il materiale didattico e la sua presenza sulle diverse piattaforma online e mobili. Tanti progetti sono in cantiere, vi terremo aggiornati con le nostre ultime novità!

Carnevale, spiagge e Caipirinha…

Posted on April 30, 2013 by

Questo articolo in: Tedesco (Deutsch), Inglese (English), Francese (Français), Spagnolo (Español)
Carnevale, spiagge e Caipirinha… arrivati alla terza parola chiave avrete ormai tutti indovinato di cosa si parli: del Brasile! Con le sue spiagge di sabbia bianca, questo paese è una delle destinazioni da sogno più popolari del pianeta. E’ straordinario che lo si possa individuare con tre sole parole, considerando la sua eccezionale estensione. Perchè in realtà tra l’Amazzonia e le sue zone paludosi, a nord, e l’impressionante regione montagnosa (simile in questo alla Svizzera), a sud, c’è molto di più da scoprire, oltre alla Samba o a Copacabana.

Non sorprenderà, dunque, che questo paese dei superlativi sia la terra di una delle maggiori cascate nel mondo, le Cataratas do Iguaçu. Proprio accanto a questo gigantesco fenomeno naturale trovano anche spazio piccole meraviglie: ad esempio, l’impertinente quati (coati, in italiano), che sfreccia per il parco nazionale sgraffignando patatine e altri snacks ai turisti, direttamente sotto il loro naso.

Qualunque sia la ragione per cui doveste decidere di intraprendere un viaggio attraverso il Brasile, tuttavia, bisogna riconoscere una cosa: uno degli aspetti migliori di un viaggio è il fatto di poter entrare in contatto con gli abitanti del luogo. I brasiliani sono un popolo molto aperto. Basta spiccicare un paio di parole, come ad esempio “Oi, tudo bem?” (Ciao, tutto bene?) per far partire una conversazione. Perchè a corto di vocaboli non si debba poi continuare a soli gesti, mani e piedi compresi, dopo un primo approccio tanto ben riuscito, abbiamo sviluppato il corso di “Portoghese per le vacanze”, che tratta in dodici lezioni le basi necessarie per comunicare durante il vostro periodo di permanenza in Brasile. A piccole dosi, vi potrete esercitare in vista di situazioni incentrate sull’orientamento, gli acquisti o le prenotazioni. Si tratterà anche di come ordinare al ristorante e delle specialità gastronomiche brasiliane, come la “feijoada” o l’“água de coco”.

Con tali nozioni di base noterete con quale velocità potrete arricchirvi di nuove conoscenze quando sarete sul luogo. Come si suol dire: chi ordina “Uma cerveja, por favor” dovrebbe poter continuare con “Mais uma!”. Ovvero, chi ordina una birra, dovrebbe anche essere in grado di ordinarne un’altra.

Frauke è project manager per il contenuto didattico, con specializzazione nelle lingue spagnola e portoghese. Ha passato le sue ultime, lunghe vacanze in Brasile ed ha visitato lungo il suo percorso luoghi come Ilha Grande, Rio e Iguaçu. Nel nuovo corso di “Portoghese per le vacanze” vi fornisce consigli ed informazioni non solo sulla lingua, ma anche sulla geografia, la cultura e la civiltà del Brasile.

Vai qui al corso di “Portoghese per le vacanze”.

 

L’olandese – oltre i tulipani!

Posted on February 19, 2013 by

Le opinioni a proposito della lingua olandese divergono: da “ha un suono così carino” a “a me sembra solo un mal di gola”, si può sentire di tutto e di più. Con il nostro primo corso di olandese per principianti imparerete non solo la pronuncia giusta, ma anche i vocaboli e le prime regole grammaticali, così da essere in grado di farvi comprendere durante la vostra prossima visita olandese.

Mentre in precedenza era disponibile solo un trainer di vocaboli per l’olandese su Babbel, ora si può imparare, ad esempio, come negare affermazioni e domande. Potrà suonare banale; eppure, magari abbiamo imparato la frase “vorrei del tè” e abbiamo ora bisogno di negarla, perché preferiamo non avere del tè. Qui a Babbel abbiamo ritenuto importante inserire anche una lezione con frasi utili per tutti i giorni, in cui imparare per esempio come dire che non si capisce qualcosa, oppure come si possa chiedere a qualcuno di mostrare le indicazioni stradali anche su cartina, perché sia più facile seguirle. Magari prenderete coraggio, una volta sul luogo, e ordinerete un “koffie verkeerd”  (un caffellatte) oppure, perché no, una ”kippensoep” (brodo di pollo) ed  “een portie bitterballen” (una porzione di polpettine). Verrà finalmente spiegato a tutti coloro che, a furia di sentir dire “lekker” (gustoso) tutto il tempo, si siano chiesti se gli olandesi non facciano che parlar di cibo, come si possa in realtà dire anche “lekker slapen” ed intendere “dormir bene”.
Il fascino di questa lingua è anche nell’utilizzo del diminutivo per ogni cosa, da “cadeautje” (regalino) a “autotje” (lett. automobilina). Per chi sta imparando, questo ha un innegabile vantaggio: quando l’articolo non è chiaro, è possibile ricorrere alla forma diminutiva, che può avere solo un determinato articolo.

Solamente un paio di parole sulla pronuncia: la “g” potrebbe suonare un po’ buffa, essendo pronunciata in modo insolito. Ci si abituerà in fretta, tuttavia, a pronunciare correttamente la “g” in gola e si potranno mettere da parte i pregiudizi sul mal di gola. C’è anche una netta divisione tra nord e sud riguardante la pronuncia di questo suono. Al sud (Belgio compreso) viene pronunciato più delicatamente che al nord. Una ragione in più per noi, nel lavorare alla registrazione del sonoro del corso, per avere due voci olandesi diverse per regione linguistica, una dal nord ed una dal sud (Belgio); potrete così sentire fin dall’inizio le differenze nella pronuncia ed esercitare la vostra comprensione orale.

Veel plezier ermee! (Buon divertimento!)

C’è francese e francese

Posted on January 17, 2013 by

Leggi questo articolo in: inglese (English), francese (Français), tedesco (Deutsch), spagnolo (Español)

Chi si avventura nelle lande francesi come semplice turista è talvolta costretto ad arrampicarsi sugli specchi, per riuscire a comunicare. Il francese scolastico imparato ai tempi dei banchi di scuola, infatti, si esaurisce in poche battute, di fronte alla parlata vivace e colloquiale di un francese.

Immaginatevi, siete appena arrivati a Parigi e state esplorando, pieni di entusiasmo, la bellissima città. Persi nei vostri pensieri e con il naso in su girovagate tra vie e viuzze ricche di charme e finite inavvertitamente per urtare un passante. Questo reagisce e vi dice: „T’es vénère ou quoi !“. Che cosa avrà voluto dire? Come dovreste reagire? Intuitivamente rispondete con un „Excusez-moi !“ di circostanza. La persona di fronte a voi sembra ora essersi calmata. „C’est pas grave.“, risponde. “Je peux te taxer une clope ?“ Ecco che torna su la strana sensazione di essere finiti nella città sbagliata. Dentro di voi, state pensando: “Taxer? – Taxì? – Avrà mica bisogno di un taxi? Clope, poi, colpe, colpè… Si starà mica riferendo ancora al fatto di averlo colpito?“ Vi decidete, alla fine, per la prima delle due traduzioni improvvisate ed esclamate, nel vostro miglior francese: „Là, il y a un taxi !“ (Là c’è un taxi!). Il volto del francese si trasforma in un secondo, esibendo ora un’espressione mista tra lo sbalordimento e l’incredulità. Ops… Risposta sbagliata…

Il nuovo corso di Babbel sul francese colloquiale vi può dare una mano! Perchè qui imparerete non solo che „taxer“ significa „scroccare“, “cimer” significa “grazie” e che “une clope” sta per „cicca”, ma anche che nel francese colloquiale le parole vengono spesso omesse, stravolte, abbreviate e cambiate di desinenza. Così, una parola come “énervé” (scocciato) può diventare in slang “vénère”.

Babbel ha sviluppato un corso sulla lingua colloquiale e lo slang per tutti gli amici del francese che hanno già delle conoscenze di base e che vorebbero immergersi ancora più a fondo nella lingua francese. Le parole del cosiddetto „Verlan“ a sillabe invertite ed altre espressioni colloquiali sono allo stesso tempo utilizzate anche nel francese di tutti i giorni -  in particolare dai giovani fino ai 40 anni. Il corso affronta cinque importanti temi: i termini del „Verlan“ (parole a sillabe invertite), lo slang, parole abbreviate ed omesse, desinenze particolari e parole prese in prestito dall’inglese, come ad esempio „fun“ (divertente) o „has been“ (all’antica). Cinque temi che permetteranno di superare quella sensazione di spaesamento che può altrimenti sopraggiungere, quando qualcuno in francese sta solo offrendo una „clope“.

Lo studio delle lingue e tutte le sue sfumature: Babbel compie 5 anni

Posted on January 15, 2013 by


Babbel compie 5 anni

 

Babbel compie 5 anni! È affascinante quanto si possa trarre dall’apprendimento delle lingue straniere. Il 2012 è stato per noi, sotto questo punto di vista, un anno creativo e fruttuoso, che ci ha portato alla nomina come migliore start up tedesca agli International Europe Awards. L’intero team di Babbel volge già lo sguardo al futuro, con tanti progetti e senza paura. Continuando a guardare al futuro ci permettiamo però uno sguardo all’anno appena passato.  Un anno ricco di avvenimenti, dove i nostri utenti sono stati messi in primo piano.

Piattaforma:

L’innovazione più grande è rappresentata, sicuramente, da oltre 200 nuovi corsi, creati con dedizione dalla nostra redazione nel corso di soli 12 mesi. Ad oggi, sono disponibili per voi utenti di Babbel ben 6300 ore di materiale di studio. Ne è stata fatta molta di strada, se si ricorda che il 15 gennaio 2008 debuttammo con un trainer di vocaboli per 5 lingue di studio. Molti nuovi corsi hanno debuttato a Babbel, tra i quali: corsi di life style, corsi di dettato, corsi di lingua parlata e perfino un divertente corso di dialetti tedeschi (alla quale realizzazione hanno collaborato i dipendenti, prestando la propria voce per le registrazioni).

Quale corso vi è piaciuto di più?

Finalmente le nostre ultime lingue di studio: il turco e l’olandese, incorporano i primi corsi per principianti, desidero più volte espresso dai nostri utenti, mentre il corso di polacco per principianti è in preparazione.
Abbiamo in programma per Febbraio la pubblicazione di corsi per due lingue di studio completamente nuove: danese e norvegese.

La piattaforma si è rinnovata anche esteticamente, e altri, nuovi cambiamenti sono in progetto!

Le pagine della Community soddisfano ora gli standard di un design moderno e sono state meglio strutturate. Anche il trainer personale di ripasso riceverà presto un nuovo look. Ma niente paura, rimaniamo fedeli allo stile di Babbel – pulito e senza fronzoli, così come piace a voi.

Mobile:

Il 2012 è stato un anno intensissimo per il nostro team Mobile. A febbraio il lancio delle app per l’iPad, a marzo le app per i dispostivi Android, l’eBook per l’iPad a giugno e quello per Kindle ad agosto.
Ottobre ha visto il lancio delle app Windows 8, l’anno si è concluso in bellezza con il rilascio di un massiccio aggiornamento (3.0.0) per le app per iPad, che contengono adesso tutto il materiale di studio disponibile online nella versione web, ed offrono la possibilità di sincronizzare il livello di apprendimento tra web e app. Nel 2012 le applicazioni mobili di Babbel sono state scaricate in tutto circa 4,5 milioni di volte. A poco a poco Babbel sta cercando di soddisfare le esigenze dei suoi utenti di avere completi ed efficienti corsi di lingua portatili!

Utenti:

Nel mondo siete 10 milioni di utenti ad utilizzare Babbel sul vostro computer e/o sul vostro dispositivo mobile (smarthphone o tablet). Questa crescita rapidissima si spiega indubbiamente con la disponibilità di Babbel su un numero sempre maggiore di apparecchi con svariati sistemi operativi. Sempre più persone possono e vogliono imparare le lingue con Babbel, e di certo indipendentemente dal tempo e dal luogo. Questo ci rende felici perché, pur essendo certamente in costante crescita, abbiamo però ancora e sempre davanti agli occhi l’obbiettivo con il quale 5 anni fa’ siamo partiti: facilitare l’apprendimento delle lingue e la disponibilità di tale servizio in internet.

Team:

Anche noi cresciamo, enormemente, nel cuore di Kreuzberg. Quasi ogni settimana diamo il benvenuto ad un simpatico, nuovo volto nel team. Al momento (situazione a metà gennaio) siamo quasi 60 collaboratori fissi. Poiché ormai l’ufficio in Bergmannstraße è diventato troppo stretto, ci trasferiamo all’inizio di marzo in nuovi, più grandi locali – sempre in Bergmannstraße. Rimaniamo fedeli al nostro quartiere, perchè Kreuzberg ci porta fortuna, come dice Markus, il nostro capitano.

Un grazie di cuore a tutti voi, in particolare a tutti quelli che ci sono stati fedeli nel corso degli anni!

Keep learning and growing!

Un intero programma – tutto Babbel per iPad

Posted on January 8, 2013 by

Leggi questo articolo in: Inglese (English), Francese (Français), Tedesco (Deutsch)

E’ finalmente uscita l’edizione integrale dei corsi online di Babbel nella nuova versione per iPad

Nemmeno un anno fa abbiamo presentato con orgoglio l’uscita delle app di Babbel per iPad. Le versioni 1.0 e 2.0 erano “solamente“, per così dire, trainer di ripasso per vocaboli, così come le app per iPhone, Android e più recentemente per il tablet di Windows 8. Da una parte dunque Babbel su web, ricco di contenuti, dall’altra una versione più snella disponibile come applicazione. D’ora in poi sarà tutto diverso, almeno per l’iPad. L’applicazione di Babbel per iPad 3.0 contiene infatti tutti i corsi e le lezioni attualmente disponibili su Web.

I fan di Babbel tra di voi sanno già cosa aspettarsi: le nostre categorie di corsi (fino a 5, a seconda delle lingue) ‘Novità’, ‘Corsi per principianti’, ‘Parole e frasi’, ‘Grammatica’ e ‘Corsi speciali’, che celano una gran varietà di corsi e lezioni dedicati a diversi temi. E poi gli esercizi all’interno delle lezioni, che combinano lettura e comprensione con abbinamento e scrittura. Ogni parola e frase è letta e pronunciata, ad ogni voce corrisponde un’immagine. Il software di riconoscimento vocale è un prezioso aiuto nell’esercizio della pronuncia, valutata in base alla somiglianza con quella di una persona di madrelingua. Infine il trainer personale di ripasso, che propone i vocaboli da ripetere fino a quando non rimangano ben in mente.

Tutti gli utenti che hanno già avuto modo di imparare grazie alle precedenti versioni dell’applicazione saranno felici di sapere che non solo il vocabolario, ma anche il progresso nell’apprendimento, ovvero le lezioni e i corsi completati, verranno ora sincronizzati tra app e versione su web. Ancora: la nuova versione dell’app si presenta in tutto lo splendore del suo nuovo design.

Poiché la nuova applicazione non ha più nulla da invidiare alla versione su web, abbiamo conformemente adeguato i prezzi. Valgono dunque per l’app le stesse opzioni già valide per gli abbonamenti su web, in relazione a periodo di attivazione, prezzi e condizioni.

Continua per avere maggiori dettagli e schermate riguardanti il processo di download ed installazione:

Esistono adesso quattro possibili abbonamenti (ciascuno con periodo di attivazione di 1, 3 o 6 mesi):

1) solo web
2) solo app
3) web + app
4) web (con Business English) + app

I prezzi sono i seguenti:

1) + 2) solo web o solo app

abbonamento 1 mese: 9,95 € al mese, addebito mensile
abbonamento 3 mesi: 6,65 € al mese, addebito di 19,95 € ogni 3 mesi
abbonamento 6 mesi: 5,55 € al mese, addebito di 33,30 € ogni 6 mesi

3) web + app

abbonamento 1 mese: 12,45 € al mese, addebito mensile
abbonamento 3 mesi: 8,25 € al mese, addebito di 24,75 € ogni 3 mesi
abbonamento 6 mesi: 6,65 € al mese, addebito di 39,90 € ogni 6 mesi

4) web (con Business English) + app

abbonamento 1 mese: 17,45 € al mese, addebito mensile
abbonamento 3 mesi: 11,55 € al mese, addebito di 34,65 € ogni 3 mesi
abbonamento 6 mesi: 9,35 € al mese, addebito di 56,10 € ogni 6 mesi
Naturalmente di fronte a queste novità e cambiamenti possono sorgere domande. In particolare tutti coloro che hanno già un abbonamento su Babbel e/o accesso all’app per iPad vorranno sicuramente sapere cosa questo comporti.
Ecco di seguito un paio di domande e risposte:

Ho un abbonamento valido su web e ho avuto in precedenza accesso gratuito all’app per iPad. Continuerà ad essere così per me?
- No; per poter continuare ad utilizzare la nostra app, dovrai eseguire un aggiornamento. Apri la tua app, scegli uno dei corsi a disposizione, clicca su “Ottieni l’accesso” e segui le istruzioni. Potrai prenotare l’abbonamento web+app che preferisci – il periodo rimanente del tuo abbonamento web verrà automaticamente aggiunto al nuovo abbonamento scelto. Per fare un esempio, se hai ancora 2 mesi rimasti e scegli l’abbonamento da 1 mese web+app, la durata del corso ammonterà a 3 mesi. Alla fine di questi 3 mesi tornerà ad essere attivo il normale abbonamento scelto, 1 mese web+app.
- Sì, se hai acquistato l’abbonamento web prima del 21/12/2012, puoi utilizzare l’app per iPad per la tua lingua di studio senza alcun costo aggiuntivo per tutta la durata del tuo abbonamento. Se hai già acquistato l’upgrade web+app, al prossimo rinnovo del tuo attuale abbonamento pagherai il prezzo normale (solo web).

Ho un abbonamento annuale. Cosa succede ora?
- L’abbonamento annuale funziona allo stesso modo degli abbonamenti sopra descritti. L’aggiornamento dell’app e le condizioni di abbonamento sono uguali.
- Con l’abbonamento l’annuale funziona allo stesso modo. Se hai sottoscritto il tuo abbonamento prima del 21/12/2012 l’utilizzo dell’iPad app è incluso per tutta la durata del tuo abbonamento.

E per quanto riguarda il mio Multi-Flat o Babbel al completo?
- Nel caso in cui tu abbia un abbonamento Multi-Flat o Babbel al completo, ovvero l’accesso a tutte le lingue e i corsi su Babbel, l’accesso alla nuova app per iPad è compreso nel prezzo. Non dovrai pagare alcun sovraprezzo, fino a quando il tuo abbonamento web rimanga attivo.

Ho avuto in precedenza un abbonamento su web, non più attivo. Ho però un abbonamento attivo per l’applicazione su iPad (nella precedente versione). Continuerà ad essere valido?           
- Sì, per te l’accesso alla nuova app su iPad è gratuita per tutto il periodo rimanente del tuo abbonamento per app. Nel caso in cui tu abbia in passato acquistato l’accesso illimitato, continuerai a poter utilizzare l’app senza costi aggiuntivi anche in futuro.

Nonostante il mio abbonamento per l’app su iPad sia ancora valido, non riesco più ad accedervi. Cos’è successo?
- Talvolta potrebbe rendersi necessario „ripristinare“ l’abbonamento su app. Per fare ciò, vai al menù laterale e clicca su “Impostazioni” > “Ripristina i tuoi acquisti”.
Un nostro caro collega, Gregory, ha ricostruito per voi il processo di download e installazione tramite una serie di schermate riportate qui di seguito.

 

Hai scaricato l'app di Babbel, adesso puoi iniziare la prima lezione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Nel caso in cui ci siano ancora domande, puoi ora contattare il nostro team di assistenza clienti direttamente dalla nuova app.

Il corso sui dialetti tedeschi: perché Babbel si chiama così e altre storie divertenti dei retroscena del nuovo corso

Posted on January 7, 2013 by

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“Wos babbelscht’n du do?” – Questo non è tedesco. Oppure si…? In verità sì. È il dialetto dell’Assia per “Was redest du denn da?” (“Di che cosa stai parlando?”) Ascolta quì.
Studiando una nuova lingua, è più utile e immediato studiare la lingua ufficiale, molte lingue però, ad esempio il tedesco, hanno diversi dialetti e sfumature linguistiche utili per capire meglio le persone del luogo e i loro usi e costumi. Noi di Babbel abbiamo pensato che creare un corso sui dialetti fosse non solo un piacevole espediente per mostrare come suona il tedesco ma anche un’occasione per dare un’idea più approfondita di quanto diversa sia la Germania e la sua gente.

Mentre producevamo il corso, anche noi ci siamo divertiti a scoprire il tedesco, lingua madre di molti dei nostri impiegati. Siamo rimasti stupiti nello scoprire quanti di noi sapessero parlare un dialetto (“Hey, non sapevo tu parlassi il dialetto dell’Assia, wow!”). Questo ha portato a molte divertenti discussioni come “No, non ho mai sentito quella parola prima d’ora” o “Davvero, tu chiami le polpette Bagges, no dai!” La pausa pranzo era il momento ideale per chiedere ai colleghi le loro origini, da dove vengono e dove sono cresciuti per poi continuare con la domanda: “Ah allora tu puoi sicuramente parlare un dialetto, giusto?” Per farla breve: abbiamo avuto la possibilità di conoscerci meglio e sotto un nuovo punto di vista.

Il bello è arrivato nel momento della registrazione del corso. Alcune frasi sono state registrate più e più volte poiché lo speaker stava per collassare dalle risate. Ma il mal di pancia da risata è valso la pensa poiché il risultato è brillante! Il coso sui dialetti consiste al momento di 6 diversi dialetti (berlinese, dialetto dell’Assia, Il francone superiore, Il bavarese, lo svevo e il sassone. Imparerai che puoi comprare un panino chiamandolo Weckla in Svevia, Semmela in Franconia o Schrippe a Berlino. Potrai capire un bavarese se parla di un Hallodri (mascalzone) e conoscere che cos’è un Kräbbel (ciambella alla marmellata) nel dialetto dell’Assia. Potrai imparare vocaboli regionali sul cibo e sulla vita quotidiana, ma anche molto sulla regione nella quale il dialetto è parlato e sulle relazioni tra le persone del luogo. E potrai finalmente scoprire il mistero sul perché del nome Babbel: nel dialetto dell’Assia significa parlare, chiacchierare. Inizia adesso il corso sui dialetti di Babbel!

Maren lavora a Babbel da Settembre 2011. Con l’incarico di responsabile di progetto ha diretto tra gli altri, il corso sui dialetti tedeschi. È cresciuta a Berlino ma poiché sua madre viene dall’Assia e suo padre è bavarese ha imparato a conoscere le diversità regionali del tedesco fin da bambina. I parenti in Sassonia e non da ultimo il marito francone sono le ragioni per cui Mareen talvolta ordina una Schrippe in Baviera e cerca una Kräbble a Barlino…