The Babbel Blog

language learning in the digital age

Lettere d’amore: un corso per farvi innamorare in inglese, tedesco, francese o spagnolo!

Posted on February 13, 2014 by

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La fortuna in amore può arrivare in qualsiasi momento dell’anno, non solo il giorno di San Valentino: un incontro, la curiosità, la voglia di conoscersi e improvvisamente non si riesce più a pensare ad altro che a quella persona così speciale. È proprio in occasione di San Valentino però che vogliamo presentarvi il nostro nuovo corso speciale: “Lettere d’amore”, una storia in cui i due protagonisti si sono conosciuti su un sito di dating online. Fino a qualche anno fa era ancora qualcosa che avrebbe destato qualche perplessità tra gli amici, oggi invece è diventato normalissimo incontrarsi per la prima volta tramite internet. Sicuramente conoscete anche voi una coppia felice che è nata in questo modo, o magari proprio voi stesso avete trovato così il vostro partner.

Già nella propria lingua madre a volte può essere difficile trovare le parole giuste per esprimere i propri pensieri e sentimenti senza rischiare malintesi e imbarazzi. “Per noi era importante offrire con il corso non solo la possibilità di esercitarsi nella lettura e nella scrittura, ma anche di seguire una storia appassionante. E quale tema è più appassionante dell’amore?”, spiega la nostra Content Project Manager, Katja Wilde. Per scoprire se i due protagonisti, Marie e Robert, riusciranno a superare le difficoltà iniziali e rompere il ghiaccio, non vi resta che seguire il corso.

Avrete modo così di ampliare il vostro vocabolario con nuove parole sul tema degli ideali in amore e nei rapporti sentimentali, imparando a esprimere i sentimenti anche in una lingua diversa dalla vostra lingua madre. Oltre al vocabolario, il corso vi dà la possibilità di esercitare anche la vostra comprensione e produzione scritta ed è pensato per chi ha raggiunto il livello B1.
Se vi state innamorando, saprete così come mettere in parole quello che provate.

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C’è anche una versione francese di Marie e Robert: Romy e Alain, che si incontrano nel corso “Lettres d’amour” e forse, chissà, finiscono anche loro per innamorarsi. Scopritelo con loro:

Lettres d’amour

Liebesbriefe

Love letters

Cartas de amor

Dare voce a chi non ce l’ha: l’esperienza dei rifugiati congolesi con Babbel

Posted on February 11, 2014 by

crisiCrisi é parte integrante del team di Babbel già dal 2008. Non solo tramite il lavoro é portata a conoscere costantemente persone nuove e ad imparare in loro compagnia. Ha giá visitato ben 47 Paesi, al ritorno dai quali ha sempre portato con lei, oltre ad imbarazzanti souvenir, qualche frammento della lingua locale. In luganda, in Uganda lingua ufficiale assieme all’inglese, ci si saluta così: „Ki kati!“.

 

Indipendentemente dalla ricchezza del Paese nel quale si vive, in un minuscolo villaggio o nel vortice di una megalopoli, basta poco per crearsi nuove prospettive – ad esempio una connessione internet e tanta voglia di imparare.

È quello che ho potuto constatare nel febbraio dell’anno scorso durante la mia permanenza a Kampala, capitale dell’Uganda, dopo aver conosciuto Edmund Page, direttore deProgetto Xavier. Questo progetto e l’iniziativa associata YARID (Young African Refugees for Integral Development) sono nati con l’obiettivo di permettere che i numerosi rifugiati che vivono nella città abbiano accesso all’istruzione.
La maggior parte dei profughi proviene dal Paese di confine, il Congo, martoriato da oltre vent’anni da sanguinosi conflitti, e cerca di costruirsi una nuova vita nel più pacifico Uganda. I conflitti nati per la disputa di oro, diamanti e altre ricchezze del sottosuolo africano sono costati la vita a oltre 5 milioni di persone. Attualmente il numero dei profughi è stimato tra uno e due milioni, di cui almeno 50.000 vivono a Kampala. Un quotidiano di disagi, che li vede costretti a convivere con scarsità di alloggi, cibo e assistenza sanitaria. La popolazione locale non riconosce in loro le madri, gli studenti, gli insegnanti, le infermiere o i commercianti costretti dai ribelli a lasciare le proprie case, ma solo rifugiati stranieri che parlano una lingua diversa da quella locale, ai quali non riservare un’accoglienza di benvenuto. Oltre a numerosi dialetti e lingue locali, la lingua ufficiale del Congo è il francese, mentre in Uganda si parla principalmente l’inglese. Per chiunque voglia trovare lavoro o semplicemente integrarsi a Kampala, quindi, l’inglese è una prerogativa indispensabile.

ll progetto YARID offre ad alcuni dei numerosi profughi la possibilità di frequentare corsi di inglese gratuiti. Con non pochi Bildschirmfoto 2014-02-03 um 15.30.21sforzi e alti livelli di concentrazione, studenti principianti e di livello avanzato frequentano gli stessi corsi, spesso in piccole stanze dove si raggruppano anche 70 partecipanti a lezione. Robert, uno dei volontari coinvolti nel progetto, è fuggito dal Congo nel 2008, ha imparato l’inglese da autodidatta e ora lo insegna a sua volta ai rifugiati arrivati dopo di lui.

Per circa un’ora ho assistito Robert nella sua lezione, e mi sono lasciata trasportare dal fervore dei suoi studenti, quasi tutti adulti.
Nonostante il breve lasso di tempo trascorso nella capanna di lamiera sede della lezione, il livello dei volumi acustici raggiunti al suo interno mi ha sfinita. Trovavo inoltre un vero peccato che la lezione non tenesse conto dei differenti livelli di conoscenza della lingua degli studenti: mentre alcuni si annoiavano, era evidente che fosse molto difficile per gli altri seguire la lezione, costituita principalmente dallo scrivere frasi intere alla lavagna, successivamente ripetute in coro dagli studenti. Le donne in particolare si rivelavano essere molto timide, e non osavano chiedere spiegazioni anche avendone la necessità.

È stato quando Edmund mi ha mostrato la sala computer del Xavier Project che mi è venuto in mente di far loro Bildschirmfoto 2014-02-03 um 15.32.06conoscere Babbel: i nostri corsi di inglese online risolverebbero ogni problema!
Il primo tentativo è stato un successo…a metà: solo due dei dodici rudimentali computer disponibili funzionavano a sufficienza, e la connessione internet era da mettersi le mani nei capelli. Ho tirato fuori il mio laptop e piazzato due, tre persone davanti a ogni monitor. Per la maggior parte di loro era la prima volta alle prese con un computer: dovevano imparare a cliccare col mouse e allenarsi a trovare le lettere sulla tastiera. Ma una volta sul sito di Babbel tutto è andato a gonfie vele: lezione dopo lezione gli studenti hanno ripetuto e digitato vocaboli fino all’orario di chiusura della sala, mentre fuori era già sera.

 

girlsNei giorni successivi ho organizzato nella sala computer vari “Ladies’ Day”, lezioni dedicate a sole donne.
Tra loro c’era Fatou, ultrasessantenne, una delle allieve più anziane. Non solo non si è lasciata scoraggiare dalle difficoltà iniziali con la tastiera, ma tramite un post sul suo Facebook ha esortato altre Bildschirmfoto 2014-02-03 um 16.53.55„mamme“ a prendere esempio da lei e ad iniziare a studiare l’inglese. Vedere quanto Fatou e le altre donne si divertivano davanti al computer mi ha motivata a voler procurare l’accesso ai corsi di Babbel per i rifugiati.

Tornata a Berlino ho avviato una campagna di raccolta fondi tra amici e colleghi di Babbel, grazie alla quale sono potuta tornare in Uganda a Novembre. Il successo della campagna mi ha permesso di portare con me computer, altoparlanti e un po’ di soldi per una connessione a internet più veloce.
Una volta sul posto ho mostrato ad Alex, nuovo collaboratore del progetto Xavier, new laptopcome registrarsi su Babbel, attivare i codici promozionali e scegliere i corsi adatti al proprio livello.
Da Novembre Alex organizza con regolaritá corsi di computer, durante i quali istruisce i suoi allievi anche su come utilizzare Babbel.

I profughi partecipanti al progetto possono cosí imparare l’inglese col proprio account ogni qualvolta hanno un po’ di tempo a disposizione, esercitandosi al contempo con il computer. I vantaggi sono molteplici: le loro chance sul mercato del lavoro aumentano, cosí come i loro progressi nell’apprendimento personalizzato della lingua inglese.

Grazie a un piccolo investimento ho potuto offrire ai rifugiati congolesi un’opportunità per migliorare la propria situazione, il che mi rende molto felice, e mi lascia sperare che incontrino sempre meno ostacoli nel loro percorso verso l’integrazione in Uganda.
È spesso con una piccola spinta che si mettono in moto grandi cambiamenti. O citando una pragmatica espressione locale: „Il momento giusto per piantare un albero era venti anni fa. La prossima occasione per farlo è adesso.“

…giá sei anni!

Posted on January 17, 2014 by

Markus Witte (co-fondatore)

Da non crederci: si é appena concluso il nostro sesto anno online.
 Foto 3Ed é con soddisfazione ed orgoglio che possiamo constatare che l’anno appena conclusosi é stato decisamente il migliore.
 Quante ne sono successe: é stato chiuso un round di investimenti da 10 milioni di dollari, ben 45 splendidi personaggi si sono uniti al team, tra i quali vari manager, ciascuno con alle spalle un’esperienza di oltre 10 anni. E poi nuovi uffici, due nuove lingue (norvegese e danese), nuove Apps per due piattaforme (iOs e Android) – ed un nuovo logo! E soprattutto milioni di nuovi utenti, protagonisti in prima linea.

Quello che é nato con i 4 fondatori in un vecchio ed angusto appartamento di Kreuzberg é nel frattempo cresciuto come un brulicante alveare oggi composto da piú di 100 assunti fissi, ai quali si aggiungono piú di 200 autori, didattici, redattori, traduttori, madrelingua e supporter, liberi professionisti che lavorano per noi mantenendo le loro professioni di insegnanti, musicisti ed attori. 
E sommando tutti otteniamo quel bel numero di persone che va a costituire Babbel.
Crediamo che questo sia un ottimo motivo per festeggiare. E considerando il fatto che gennaio é sempre stato per noi il mese piú attivo (grazie alle vostre ed alle nostre aspettative ed intenzioni), abbiamo addirittura posticipato il Natale per farlo: venerdí si fa festa attorno all’albero.
Dopodiché si continua con il nostro settimo anno, per il quale ci siamo giá prefissati molte cose.
Alcune saranno sorprese, altre saranno realizzate prima di averne discusso, e di certo c’é che arriverá il russo, la prima lingua non su base alfabetica latina per Babbel.
Ed abbiamo in programma di rimettere in sesto il review manager. E di continuare ad imparare. E divertirci. E creare. E…!!!

 

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La nuova app finalmente anche per Android

Posted on January 14, 2014 by

Tedesco per il lavoro, spagnolo per scrivere lettere d’amore e inglese per le vacanze: realizza tutti i tuoi buoni propositi per il 2014 grazie alle grandi novità di Babbel. La nuova app per Android arriva infatti puntuale con l’inizio del nuovo anno.

L’apprendimento mobile per chi è in movimento è uno dei nostri temi caldi.

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Le app per iOS hanno fatto la loro comparsa un paio di mesi fa. Da allora molti utenti aspettano l’arrivo di una app per telefoni e tablet Android che offra di più di un semplice training di ripasso dei vocaboli. Finalmente la app è pronta a rendere disponibile l’apprendimento mobile anche agli utenti Android. Perché ora anche i corsi di Babbel sono disponibili per gli apparecchi mobili e i progressi si sincronizzano automaticamente su tutti i dispositivi e sul web.

La veste grafica della app segue la nuova ed esclusiva linea sfoggiata da Babbel. Oltre al logo, essa comprende anche l’icona per la piattaforma utente mobile: una grande “B” preceduta dal simbolo “più”, con un look più essenziale che porta in primo piano la sostanza. Ecco Babbel 2014!
Ma le novità non sono finite: ora non è più necessario avere una app per ogni lingua. Tutte le lingue di apprendimento sono riunite nella stessa app. In questo modo è possibile cambiare da una lingua all’altra e provare gratuitamente la prima lezione di ogni corso. Gli utenti di Babbel possono così accedere gratuitamente a tutti i corsi delle lingue per le quali sono registrati.

Non perdere tempo: scarica, registrati e scopri tutte le novità per concretizzare tutti i tuoi buoni propositi!
Fai click qui per scoprire la nuova app nel Google Play Store

Attenzione: imparate a vostro rischio e pericolo!

Posted on October 15, 2013 by

Non cominciate nemmeno questo corso se siete affamati!!!

Detto altrimenti, come ha commentato un utente di Babbel al termine del nostro corso di spagnolo, da poco pubblicato:

“Complimenti!!! La vostra sezione La cucina spagnola e sudamericana è fantastica. Ben strutturata, interessante e molto utile nel comprendere la cultura culinaria di questi paesi. L’unica cosa negativa… Studiare mi fa venire l’appetito.”

Prima di cominciare un viaggio culinario passando per l’Andalusia, la città di Valencia o il Messico, si consiglia vivamente di stipare il vostro frigorifero con una gran varietà di cibi, sia dolci che salati. Per ogni nuovo vocabolo richiesto verrete tentati da nuove prelibatezze. Comprate del pesce o dei frutti di mare, prima di dirigervi verso la Galizia. Approvvigionatevi di gustose bistecche per la lezione dedicata all’Argentina. Rifornitevi di more, mele candite e papaia, per poter avere una vaga idea di quanto siano deliziosi i succhi di frutta freschi del Cile.

Capesante in salsa speciale di vino bianco: un antipasto della Galizia.

È meglio procurarsi anche un libro di cucina, perché, si badi bene, questo corso non contiene alcuna ricetta – è inteso piuttosto come un viaggio culinario attraverso alcune regioni della Spagna e dell’America Latina. Potrete tra l’altro farvi un’idea di quali e quanti tipi diversi di caffè esistano e quali piatti vengano preparati come antipasti, quali come primi piatti e quali come dessert. Insomma questo corso non solo fornirà i vocaboli gastronomici lungo la via, ma anche uno spaccato culturale sul mondo della variegata cucina di lingua spagnola.

La cioccolata calda con dolci fritti è una colazione post-sbornia molto amata in tutta la Spagna.

E nel caso in cui voleste conoscere la differenza tra la tortilla spagnola e la tortilla messicana, oppure voleste imparare a conoscere qualcosa a proposito di crostacei – ad esempio i granchi, chiamati “jaiba” in Cile ma “cangrejo” in Spagna, rimpinzatevi per bene e cliccate qui: “La cucina spagnola e sudamericana”. (Link)

Frauke lavora come project manager nella redazione di Babbel e responsabile, tra l’altro, dei contenuti di lingua spagnola. Nel corso del suo viaggio per il mondo di lingua spagnola ha potuto provare direttamente i diversi menù proposti. Al solo pensiero degli hot dog cileni, delle tapas dell’Andalusia o della zuppa di ceci castigliana le torna subito l’acquolina in bocca.

Ecco le nuove app per iPhone – ora con l’offerta dei corsi al completo!

Posted on September 24, 2013 by

 

I nostri sviluppatori, designer, autori ed esperti linguistici hanno passato mesi di notate in bianco armeggiando, discutendo e tenendosi svegli durante la notte a forza di caffé e ClubMate. E finalmente sono arrivate, con grande tempismo all’uscita di iOS7: le nuove app di Babbel!

 

La D-Team

 

Per la prima volta iPhone e iPod Touch presentano tutte le caratteristiche premium più amate del web, come dialoghi interattivi, grammatica, lessico, esercizi di ascolto e scrittura e un riconoscimento vocale ancora più accurato. Abbiamo inoltre rinnovato completamente l’interfaccia grafica rendendola più facile da usare e ringiovanendola con linee pulite e moderne. Grazie alle piccole animazioni e ai nuovi colori ed effetti sonori, l’apprendimento risulta ancora più divertente e coinvolgente.

Come funziona l’apprendimento su piattaforma unica?

Le app mobili mettono a disposizione la quasi totalità del programma online (nuovi corsi, Business English e corsi B1 per il livello intermedio sono disponibili al momento esclusivamente su babbel.com) e sono comprese automaticamente nel normale abbonamento. In questo modo, grazie a un unico login potrete accedere a tutte le piattaforme e imparare senza nessun costo aggiuntivo. La nuova app aggrega inoltre tutti i dispositivi mobili. Una volta installata, sincronizzerà automaticamente i progressi su iPhone, iPad, iPod e sul web.

Con Babbel porti i corsi di lingua dal salotto di casa alla strada, al parco, ai mezzi di trasporto, al bar. Impari quando e dove lo desideri per tutto il tempo che vuoi. Un paio di vocaboli nuovi mentre sei in fila al supermercato o un’intera lezione di grammatica durante il tragitto per andare al lavoro. “Molte persone desiderano imparare una nuova lingua ma non ne hanno il tempo o la motivazione sufficienti”, afferma il nostro CEO, Markus Witte. “La nuova app può essere d’aiuto, perché consente di imparare in ogni momento e in ogni luogo. Sono orgoglioso del mio team e dei risultati di questo duro lavoro!”.

Nuove app, prossimamente anche per Android

Le app per le tre lingue più richieste (inglese, spagnolo e francese) sono già disponibili per il download gratuito. Altre lingue seguiranno presto . Come sempre, Babbel consente di provare gratuitamente la prima lezione di ogni corso, mentre l’accesso ai materiali completi è disponibile tramite abbonamento, effettuabile non soltanto su babbel.com ma anche direttamente tramite la app: l’abbonamento per un mese costa 9,99 euro, quello per tre mesi 19,99 Euro e quello per 6 mesi 33,99 euro. Le app di trainer lessicali disponibili fino a oggi su iPhone rimangono per il momento disponibili come offerta aggiuntiva.

A tutti gli utenti Android: a presto con nuove app tutte per voi!

Spagnolo

Francese

Inglese

Qui si accede all’app-Store

 

O’zapft is! – Il corso dedicato all’Oktoberfest

Posted on September 6, 2013 by

Questo articolo in: Tedesco (Deutsch), Inglese (English), Spagnolo (Español)

Chiedendo in giro per il mondo cosa sia più conosciuto della Germania e dei tedeschi, nomi come lederhose (i tipici pantaloni di pelle), dirndl (un vestito tradizionale), la birra ed il buon brezel – o pretzel, come dicono nei paesi anglofoni – compaiono piuttosto in alto sulla lista. Anche l’Oktoberfest è ben conosciuto e si è guadagnato il nome di maggior sagra al mondo: una vera e propria calamita di visitatori provenienti da tutto il pianeta. Un’ottima ragione insomma per prendere e mettersi in viaggio verso queste lande, per potersi così fare una propria idea sul gran trambusto che gira intorno al “Wiesn”.

La verità è che l’Oktoberfest ha ben altro da offrire, oltre i tendoni della birra e visitatori in dirndl e lederhose, che vanno in giro addentando brezel. Lo sapevi, ad esempio, che ci sono giostre storiche che risalgono in parte al 19mo secolo, costruite in legno e con tanto di orchestrina di fiati che suona dal vivo? La giostra chiamata Krinoline venne costruita interamente a mano da quattro forti uomini, dal momento che ai tempi i meccanismi per un simile movimento rotatorio potevano essere prodotti solo artigianalmente.

Eppure, venerande tradizioni di questo tipo risultano ad un esame più attento esser tornate alla ribalta. Ed a proposito di mode, all’inizio del 19mo secolo non si portavano i vestiti tradizionali bavaresi, come ora, ma si seguiva piuttosto la moda francese…

Insomma, c’è tanto da scoprire!

Grazie al nostro corso sull’Oktoberfest ci si può preparare qualche battuta in anticipo e sfidare una vera cameriera bavarese ordinando la birra in tedesco. I dialoghi brevi ed i quadri informativi inoltre sono ricchi di fatti ed informazioni sulla cultura e la storia di questa sagra. Nell’ultima delle sei lezioni gli utenti più coraggiosi possono cimentarsi nel dialetto bavarese – un’esperienza che prima o poi capiterà a tutti gli avventori dell’Oktoberfest, volenti o nolenti. Come si suol dire: “O’zapft is! Des wird a Mordsgaudi!

Frauke e Maren sono project manager presso Babbel ed hanno sviluppato e scritto la maggior parte dei corsi di tedesco. Per il corso dedicato all’Oktoberfest hanno intrapreso per voi un viaggio di ricerca districandosi tra aspetti linguistici, storici e gastronomici intorno al cosiddetto Wiesn. 

 

 

 

Vedere, ascoltare e capire le lingue

Posted on August 16, 2013 by

Tarte, tartiflette, tapenade e così via sono tipiche pietanze francesi, ma qual è il vero significato di queste parole? Con il corso di cucina francese gli user di Babbel intraprendono un “tour de France” linguistico e culinario attraverso le diverse regioni della Francia.

Non è l’unico, però: anche il lavoro di redazione e la traduzione sono stati un viaggio ricco di esperienze e curiosità. A cosa equivalgono certi piatti nella propria lingua? Da dove derivano nomi buffi come “pôchouse”, “pulenda”, “quenelle”, “cassoulet”, “nonnette”, “tartiflette” e “tapenade”? E si possono tradurre?

Per rendere efficace l’apprendimento abbiamo deciso di tradurre – laddove era possibile – le specialità in questione. In fin dei conti non si trattava solo di trascrivere la parola “cassoulet” ma piuttosto di scoprire che cosa si nascondeva dietro questo piatto tipico della regione “Midi-Pirenei”, per essere in grado un giorno di capire veramente un menù francese.

Introducendo la parola “cassoulet” insieme alla sua traduzione si ha subito – ancor prima della descrizione dettagliata degli ingredienti e della sua preparazione – un’idea di cosa sia questo piatto: uno stufato di fagioli bianchi. Per evitare poi che durante gli esercizi successivi l’apprendente pensi per sbaglio a “cassoulet” come alla combinazione di “potée” (stufato) e “haricots blancs” (fagioli bianchi) la traduzione è accompagnata dalla specificazione “nome proprio”. Inoltre, per facilitare la memorizzazione della parola, si legge anche che “cassoulet” deriva dal termine occitano “la cassole” (pentola di terracotta) in cui tradizionalmente viene cucinata questa pietanza.

In altri casi, come in quello del piatto savoiardo “la tartiflette”, uno sformato di patate, il termine “patatina” funge da ulteriore indizio per la parola richiesta nell’esercizio perché “tartiflette” proviene dal termine “tartiflâ” che, in un dialetto, significa “patata”.

Con molta inventiva e forse anche in modo un po’ azzardato vengono presentate anche le “quenelles” di Lione. Infatti, i termini “gnocchi” in italiano, “dumplings” in inglese, “croquetas” in spagnolo e “Klößchen” in tedesco non corrispondono del tutto all’originale, sia per la sua forma allungata che, soprattutto, per l’ingrediente di cui sono fatte, cioè la semola di frumento. Tuttavia, anche ciò viene poi risolto e spiegato in dettaglio e così si impara che la parola “quenelle” deriva dal tedesco “Knödel”.

Non è stato invece assolutamente possibile tradurre, ad esempio, due tipi di formaggio della regione Champagne: “le langres” (formaggio erborinato di Langres) e “le rocroi” (un formaggio di Rocroi). In questi casi non esiste una traduzione che faccia a meno del luogo di origine, poiché il formaggio in genere porta il nome del suo luogo di provenienza.

A differenza dei corsi di Babbel per principianti, le cui traduzioni prevedono essenzialmente l’aggiunta di informazioni e chiarimenti di ordine grammaticale, il corso di cucina francese è anche stata una vera sfida e ha implicato un lungo lavoro di ricerca nella scelta della traduzione giusta. Interessante e informativo è stato anche il fatto che alcuni termini riferiti alle specialità francesi trattate nel corso derivano da dialetti regionali ovvero da altre lingue come il polacco, l’italiano e il tedesco. Tanto da far perdere la testa persino al nostro protagonista francese che nell’ultima lezione dice: “Le kouglof ??? Encore un mot incompréhensible !” (Il kouglof ??? Un’altra parola incomprensibile!) Ah, se qualcuno gli avesse consigliato il corso di cucina francese di Babbel prima di intraprendere il suo viaggio culinario!

Sull’autrice: Katja è Senior Content Manager presso Babbel e cucina volentieri per amici e colleghi i piatti di un libro di cucina francese comprato alla fine di un soggiorno biennale a Parigi. Non segue però proprio alla lettera la lista degli ingredienti, come invece fa con le regole di grammatica francese nel suo lavoro di redattrice dei corsi di francese di Babbel.

Corsi di approfondimento di Babbel: cosa significano A-B-C e cosa facciamo meglio degli altri?

Posted on July 30, 2013 by

A1, A2, B1, B2, C1, C2. Così vengono chiamati i livelli linguistici da qualche anno in Europa. Ma cosa indicano queste lettere? Il Quadro Comune Europeo di Riferimento (QCER) per le lingue del Consiglio d’Europa indica con A1/A2 i livelli base, con B1/B2 i livelli intermedi e con C1/C2 i livelli avanzati.

Prima dell’introduzione del QCER, le competenze linguistiche venivano testate principalmente sulla base di nozioni grammaticali e lessicali per stabilire se gli studenti fossero in grado di tradurre, usare diverse forme grammaticali e scrivere correttamente. I prodotti digitali nati da questa tradizione propongono a tutti i livelli esercizi di inserimento di vocaboli e forme grammaticali: più alto diventa il livello, più complessi sono lessico e grammatica. Purtroppo però, anche chi è esperto in grammatica e ha buone competenze lessicali non è in grado di comunicare automaticamente con il mondo reale, come sanno tutti quelli che a scuola, pur avendo ottimi voti in una lingua straniera, non sono in grado di esprimersi una volta all’estero.

Il QCER si basa su un approccio diverso. I livelli dall’A1 al C2 descrivono quali siano le competenze degli studenti in diverse situazioni comunicative nelle quattro abilità: leggere, ascoltare, parlare e scrivere. Un paio di esempi per quanto riguarda la scrittura: al livello A1 si è in grado di compilare un modulo, al livello B1 si può redigere una breve lettera su temi noti, al livello C1 si riesce a scrivere un tema su argomenti complessi.

Il QCER si concentra quindi sulla comunicazione e sulla pratica. I diversi livelli di conoscenza non vengono quindi descritti in base a nozioni grammaticali o lessicali. Proprio chi impara da autodidatta ha però la necessità, ai livelli più bassi, di acquisire una solida base grammaticale e lessicale. Deve imparare come funziona la nuova lingua per poter affrontare da solo le prime situazioni comunicative, anche solo con brevi frasi, spesso imparate a memoria.

Cosa c’entra tutto questo con Babbel? I nostri corsi per principianti, dall’1 al 6, portano al conseguimento del livello A2, lo stesso che la maggior parte degli studenti raggiunge dopo un paio d’anni di studio scolastico. Quest’anno pubblicheremo, lingua dopo lingua, i nostri Corsi di approfondimento, che permettono di esercitarsi in maniera graduale nelle competenze del livello B1 del QCER.

Nei corsi per principianti di Babbel il nucleo fondamentale delle lezioni è costituito da grammatica e lessico, seppure inseriti in situazioni comunicative autentiche e orientate alla pratica.

I nuovi Corsi di approfondimento ribaltano questa struttura. La grammatica e il lessico vengono ridotti e il nucleo fondamentale è costituito dalla pratica, ovvero leggere, ascoltare, parlare e scrivere in situazioni quotidiane concrete. In ogni unità didattica del corso raccontiamo una storia che consente di esercitarsi nelle quattro abilità. Nella prima parte ci si concentra in particolare su ascolto e produzione orale: dopo una breve introduzione lessicale sono previsti dettati, esercizi di comprensione orale, esercizi di pronuncia con riconoscimento vocale e infine, nel contesto della storia, è possibile interpretare un ruolo in un dialogo. Nella seconda parte si prosegue con lettura e scrittura tramite esercizi di traduzione, di comprensione scritta e di scrittura libera, sempre nel contesto della storia. Nella prima parte la grammatica viene introdotta implicitamente tramite il lessico, nella seconda parte viene spiegata ed esercitata tramite attività di lettura e scrittura.

Mentre la maggior parte dei corsi di lingue di livello intermedio si basa su esercizi di inserimento di vocaboli e strutture grammaticali complessi, i Corsi di approfondimento di Babbel trasmettono abilità comunicative autentiche.

Prova i nostri Corsi di approfondimento di francese e inglese !

L‘autrice: Miriam ha sviluppato, per diversi istituti di formazione, vari materiali didattici caratterizzati da un approccio pratico per corsi in presenza, prodotti stampati, CD, corsi online e applicazioni mobili. Da quattro anni lavora presso Babbel dove coordina la redazione.

 

Le app di Babbel superano i 10 milioni di download

Posted on June 13, 2013 by

Sotto i riflettori, nell’ultimo periodo, le app educative e quelle per l’apprendimento delle lingue straniere. Così, siamo lieti di annunciare che le nostre app sono state scaricate più di 10 milioni di volte dai nostri utenti, considerando tutte le piattaforme da Android a iOS.

10 Milioni di grazie per i nostri utenti che hanno provato e che continuano ad usare le nostre app per imparare una lingua straniera. Le app di Babbel sono passate ai primi posti nelle classifiche degli Store più amati dagli smartphone dipendenti, in oltre 35 Paesi!

Le lingue più studiate? Inglese, spagnolo e francese, seguite da italiano e tedesco, come potete vedere nell’info-grafica che segue.

Le app trainer di vocaboli per iOS, Android, Windows 8, Windows Phone 8 e Amazon, sono gratuite e la loro popolarità sta crescendo rapidamente in tutto il mondo. Il materiale didattico audiovisivo contiene esercizi di vario genere dagli esercizi di ascolto a quelli di scrittura su temi vari e disparati: cultura, sport, amore, vacanze e molto altro ancora. Le app gratuite contano più di 3000 vocaboli per ognuna delle lingue di studio dell’offerta didattica.

Babbel continua a crescere e ampliare il materiale didattico e la sua presenza sulle diverse piattaforma online e mobili. Tanti progetti sono in cantiere, vi terremo aggiornati con le nostre ultime novità!