The Babbel Blog

language learning in the digital age

La rentrée, un fenomeno culturale

Posted on September 4, 2014 by

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il rientro

Proprio come in Italia, anche in Francia il mese di settembre fa da teatro a un’attività frenetica: la rentrée, il rientro.

Questo concetto, sconosciuto in molte altre lingue, racchiude in sé una moltitudine di aspetti. Gli studenti di tutto il paese tornano sui banchi di scuola. Gli uffici riaprono. La gente torna al lavoro. I negozi propongono offerte speciali. Un macchinario gigantesco si rimette in marcia mentre il paese lascia scivolare via lo spirito delle vacanze e si prepara psicologicamente all’inizio del nuovo anno. (more…)

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Vive la France ! e altri motivi per imparare il francese

Posted on March 24, 2014 by

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In occasione della giornata internazionale della Francofonia, celebrata oggi in ogni angolo del globo, abbiamo condotto una una piccola ricerca sulla lingua francese e ci siamo ritrovati davanti ad alcune scoperte che vogliamo assolutamente condividere con voi!

Il francese è una delle poche lingue parlate in tutto il mondo, al sesto posto in classifica dopo il cinese mandarino, l’inglese, l’hindi, lo spagnolo e l’arabo. Al momento il numero di francofoni presenti su tutti i continenti si aggira attorno ai 220 milioni.

Fuori dalla Francia, i maggiori gruppi di francofoni sono da ritrovarsi in Belgio, Svizzera e Lussemburgo.
Il francese é la seconda lingua piú parlata d’Europa con piú di X milioni di parlanti, dopo il tedesco (attorno a 100 milioni) e seguita dall’inglese (61 milioni circa). Ricerche demografiche attestano che grazie all’attuale tasso di natalità il francese si appresta a diventare la lingua più parlata d’Europa nel 2025 (a meno che una nazione di maggiori dimensioni come la Turchia non entri a far parte dei paesi dell’Unione prima di questa data).

Il francese è la seconda lingua più studiata al mondo. Assieme all’inglese, viene appresa nei sistemi educativi della maggior parte dei paesi del globo.
Inoltre, il francese è una delle lingue più apprese tra gli utenti di Babbel, il cui numero è in costante crescita, proprio come quello del nostro team francese, che vi terrá aggiornati riguardo a tutti i nuovi corsi!

 

FrenchWeek_Eng

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Vedere, ascoltare e capire le lingue

Posted on August 16, 2013 by

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Tarte, tartiflette, tapenade e così via sono tipiche pietanze francesi, ma qual è il vero significato di queste parole? Con il corso di cucina francese gli user di Babbel intraprendono un “tour de France” linguistico e culinario attraverso le diverse regioni della Francia.

Non è l’unico, però: anche il lavoro di redazione e la traduzione sono stati un viaggio ricco di esperienze e curiosità. A cosa equivalgono certi piatti nella propria lingua? Da dove derivano nomi buffi come “pôchouse”, “pulenda”, “quenelle”, “cassoulet”, “nonnette”, “tartiflette” e “tapenade”? E si possono tradurre?

Per rendere efficace l’apprendimento abbiamo deciso di tradurre – laddove era possibile – le specialità in questione. In fin dei conti non si trattava solo di trascrivere la parola “cassoulet” ma piuttosto di scoprire che cosa si nascondeva dietro questo piatto tipico della regione “Midi-Pirenei”, per essere in grado un giorno di capire veramente un menù francese.

Introducendo la parola “cassoulet” insieme alla sua traduzione si ha subito – ancor prima della descrizione dettagliata degli ingredienti e della sua preparazione – un’idea di cosa sia questo piatto: uno stufato di fagioli bianchi. Per evitare poi che durante gli esercizi successivi l’apprendente pensi per sbaglio a “cassoulet” come alla combinazione di “potée” (stufato) e “haricots blancs” (fagioli bianchi) la traduzione è accompagnata dalla specificazione “nome proprio”. Inoltre, per facilitare la memorizzazione della parola, si legge anche che “cassoulet” deriva dal termine occitano “la cassole” (pentola di terracotta) in cui tradizionalmente viene cucinata questa pietanza.

In altri casi, come in quello del piatto savoiardo “la tartiflette”, uno sformato di patate, il termine “patatina” funge da ulteriore indizio per la parola richiesta nell’esercizio perché “tartiflette” proviene dal termine “tartiflâ” che, in un dialetto, significa “patata”.

Con molta inventiva e forse anche in modo un po’ azzardato vengono presentate anche le “quenelles” di Lione. Infatti, i termini “gnocchi” in italiano, “dumplings” in inglese, “croquetas” in spagnolo e “Klößchen” in tedesco non corrispondono del tutto all’originale, sia per la sua forma allungata che, soprattutto, per l’ingrediente di cui sono fatte, cioè la semola di frumento. Tuttavia, anche ciò viene poi risolto e spiegato in dettaglio e così si impara che la parola “quenelle” deriva dal tedesco “Knödel”.

Non è stato invece assolutamente possibile tradurre, ad esempio, due tipi di formaggio della regione Champagne: “le langres” (formaggio erborinato di Langres) e “le rocroi” (un formaggio di Rocroi). In questi casi non esiste una traduzione che faccia a meno del luogo di origine, poiché il formaggio in genere porta il nome del suo luogo di provenienza.

A differenza dei corsi di Babbel per principianti, le cui traduzioni prevedono essenzialmente l’aggiunta di informazioni e chiarimenti di ordine grammaticale, il corso di cucina francese è anche stata una vera sfida e ha implicato un lungo lavoro di ricerca nella scelta della traduzione giusta. Interessante e informativo è stato anche il fatto che alcuni termini riferiti alle specialità francesi trattate nel corso derivano da dialetti regionali ovvero da altre lingue come il polacco, l’italiano e il tedesco. Tanto da far perdere la testa persino al nostro protagonista francese che nell’ultima lezione dice: “Le kouglof ??? Encore un mot incompréhensible !” (Il kouglof ??? Un’altra parola incomprensibile!) Ah, se qualcuno gli avesse consigliato il corso di cucina francese di Babbel prima di intraprendere il suo viaggio culinario!

Sull’autrice: Katja è Senior Content Manager presso Babbel e cucina volentieri per amici e colleghi i piatti di un libro di cucina francese comprato alla fine di un soggiorno biennale a Parigi. Non segue però proprio alla lettera la lista degli ingredienti, come invece fa con le regole di grammatica francese nel suo lavoro di redattrice dei corsi di francese di Babbel.

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Il nuovo corso di spagnolo colloquiale ti rimette subito in pista!

Posted on December 20, 2012 by

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Leggi questo articolo in: Inglese (English), Francese (Français), Tedesco (Deutsch), Spagnolo (Español)

Disinvolto, rilassato, un po’ sfacciato: è in arrivo il linguaggio colloquiale. Diciamoci la verità, dà già una certa soddisfazione sbizzarrirsi parlando la propria lingua, oppure trovare l’ennesima espressione colloquiale per grana, quattrini, verdoni, gruzzolo.

Diventa però ancora più divertente partire per un nuovo tour alla scoperta della lingua appena imparata. Non è spassoso spiazzare una persona del luogo sfoderando delle conoscenze strepitose nella sua stessa lingua?

E’ facile aver la lingua sciolta e inanellare un’espressione dietro l’altra, nella propria lingua. Quelle stesse espressioni potrebbero però farci fare una gran figuraccia, se dette in un’altra lingua. Come si potrà mai tradurre allora un’espressione tanto semplice e comune come: “Che forte!”? A provarci, manca letteralmente la parola.

Quando stavo studiando spagnolo e ho scoperto di poter dire „Estoy tiesa“ (sono al verde) invece del classico „No tengo dinero“ (non ho soldi), mi sono sentita come la regina del mondo. Anche i miei amici spagnoli sono rimasti di stucco e di punto in bianco hanno cominciato ad insegnarmi frasi come ”Hicimos un fiestón.“ (Abbiamo organizzato una gran festa.) e ”¿Tienes un resacón?“ (Hai i postumi della sbornia?). Perchè è ben altro dire, chiacchierando con gli amici, ”Anoche lo pasamos bomba y hoy estoy hecha polvo.“ (Ieri ci siamo divertiti alla grande e oggi sono completamente a pezzi), piuttosto che: ”Anoche hicimos una fiesta y hoy no estoy muy bien.“ (Ieri abbiamo fatto una festa e oggi non sto molto bene).

Più facile a dirsi che a farsi? Per gli utenti di Babbel sarà un gioco da ragazzi grazie al nuovo corso di spagnolo “La lingua colloquiale”, con temi come amore, feste, spiaggia e gente. Il corso di francese “Francese colloquiale e slang” tratta tra l’altro di argomenti come slang giovanile, Verlan o abbreviazioni. Nel sviluppare questi corsi abbiamo dato un peso particolare alla presenza di autentici dialoghi ed al fattore del divertimento. In altre parole: forza, partiamo!

Frauke lavora a Babbel per il reparto didattica dall’aprile 2012. Nel ruolo di project manager ha creato tra l’altro il nuovo corso di spagnolo sulla lingua colloquiale. Ancora ventenne a Siviglia, in Spagna, ha avuto occasione di mettere per la prima volta in pratica i vocaboli e le frasi imparate. Per questo sa bene quanto sia utile arrivare ad una buona padronanza della “vera” lingua locale nel più breve tempo possibile.

Oltre a questi due corsi saranno disponibili sul sito, a partire dal 20 dicembre:

I dialetti tedeschi
Tedesco Corso per principianti 6
Portoghese Esercizi di ripasso 1 (nuova versione)
Francese colloquiale e slang

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Imparare le lingue è come andare in bicicletta… Nuovi corsi di ripasso!

Posted on October 30, 2012 by

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Leggere questo articolo in: Tedesco (Deutsch), Inglese (English), Francese (Français), Spagnolo (Español)

 

Katja Wilde, Content Project Manager di Babbel

“Il Francese l’ho studiato un po’ a scuola.” Quante volte ho già sentito questa frase da quando sono redattrice a Babbel! E poiché molti nutrono il desiderio di rispolverare le proprie conoscenze linguistiche, senza però dover frequentare un lungo e pesante corso di lingua. Abbiamo progettato i nostri corsi di ripasso in una nuova edizione, ancora più efficace e divertente.

In verità, imparare le lingue, è proprio come andare in bicicletta: non si dimentica mai! Solo la mancanza di pratica e il rimettersi in gioco rendono quest’attività difficile. Per questo motivo la redazione di Babbel ha sviluppato un nuovo progetto educativo, per essere in grado di comunicare in semplici situazioni quotidiane e potersi di nuovo esprimere. Il vocabolario e le già acquisite conoscenze di grammatica si riattivano in unità di apprendimento logicamente collegate tra loro per fare pratica soprattutto sui dialoghi di tutti i giorni.

Il concetto di base è costruito sull’efficace combinazione del ripasso con il rafforzamento delle conoscenze di grammatica basilari, il tutto visto sotto la prospettiva di situazioni di vita quotidiana.

Parole e frasi utili sono ripetute e applicate a dialoghi. Questo tipo di lezione lessicale prepara il lettore alle successive lezioni di grammatica. Se in francese, ad esempio, per il tema “fare la spesa” si ripete e si ascolta “J’en prends 100 grammes.” (ne prendo 100 grammi), si memorizzerà la grammatica molto più facilmente, così come l’utilizzo della parolina “en”.

Alla fine del corso, si rinfrescano le conoscenze grammaticali applicate nei dialoghi delle lezioni precedenti. “Il Gran Finale” dice Miriam Plieninger, direttrice editoriale di Babbel. E il cerchio si chiude.

La nuova edizione dei corsi di ripasso sarà disponibile su babbel.com dal 25 Ottobre ‘12, per le lingue di studio: inglese, tedesco, spagnolo e francese. In parallelo, il corso per principianti di tedesco 5 e il corso per principianti di portoghese brasiliano 4 saranno anch’essi pubblicati. Per i prossimi mesi sono stati programmati altri esercizi di ripasso e nuovi corsi per i livelli di studio più avanzati.

ITA>DEU: http://www.babbel.com/impara-tedesco-online/65356-novita
ITA>ENG: http://www.babbel.com/impara-inglese-online/61414-novita
ITA>SPA: http://www.babbel.com/impara-spagnolo-online/65408-novita
ITA>FRA: http://www.babbel.com/impara-francese-online/65390-novita
ITA>POR: http://www.babbel.com/impara-portoghese-online/88007-novita

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