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language learning in the digital age

Tradizioni d’inverno in Russia

Posted on December 18, 2014 by

Tradizioni d’inverno

Babbel ha appena pubblicato un nuovo corso dedicato alle tradizioni d’inverno, Feste in Russia, che vi farà scoprire come i russi festeggiano l’arrivo del nuovo anno e molto altro ancora. Ma vi siete mai chiesti come mai queste feste si celebrano tutte in inverno?

 

Immaginate di svegliarvi e andare al lavoro mentre fuori è ancora buio pesto. Appena prima di mezzogiorno finalmente sorge il sole, per poi tramontare nel primo pomeriggio. Tornate a casa dal lavoro nell’oscurità più totale e quando vi alzate la mattina dopo è ancora tutto buio. Non sembra molto invitante, ma questo è l’inverno in gran parte della Russia. Le feste e i riti tradizionali sono un modo per affrontare meglio il lungo periodo di oscurità.

La festa annuale più importante in Russia è quella per il nuovo anno, Novy God (Новый Год). Dato che nel calendario giuliano l’ultimo dell’anno (31 dicembre) è quasi subito seguito dal Natale (7 gennaio), i russi hanno circa dieci giorni consecutivi di feste con grande abbondanza di champagne e caviale e, per i fortunati, anche qualche regalo. I regali sono consegnati dall’equivalente russo di Babbo Natale, дед Мороз (Ded Moroz, il nonno gelo), che partecipa alle feste della vigilia e visita scuole ed asili, accompagnato dalla nipotina Снегурочка (Snegurochka, la fanciulla di neve).

Le tradizioni russe hanno origini religiose, pagane o comuniste e si celebrano con grande entusiasmo, quasi come una forma di protesta contro le difficoltà quotidiane. La vita di tutti i giorni in Russia a volte può essere una gran fatica, che si tratti di lottare contro il maltempo o contro le ingiustizie sociali e la burocrazia. Più si accumulano i problemi, più la gente ha voglia di festeggiare alla grande, facendo scorrere fiumi di vodka fino all’alba. Dopotutto, nessuno sa cosa potrà succedere domani!

 

E voi, come affrontate il freddo e il buio dell’inverno? Avete qualche tradizione preferita? Fatecelo sapere nei commenti!
Tradotto dall’inglese da Monica Cainarca.

 

Cibo britannico e irlandese: non è poi così male

Posted on November 20, 2014 by

cibo britannico e irlandese

Matthew Youlden, redattore dei contenuti nel nostro team di Didactics e uno dei nostri poliglotti preferiti, ha creato un nuovo corso sul cibo britannico e irlandese. Ci racconta perché il cibo del suo Paese ha una reputazione così terribile, cosa fare con il pane raffermo e perché deve preferire il whiskey irlandese a quello scozzese. (more…)

Come è nato il corso di russo

Posted on July 29, 2014 by

corso di russo - Barbara BaisiLa creazione del nuovo corso di russo di Babbel presentava una sfida non da poco: trovare il miglior modo di consentire agli utenti di digitare in cirillico su una normale tastiera con l’alfabeto latino. Barbara Baisi, Content Project Manager del nostro team di Didactics, ci spiega come è andata.

 

Per iniziare, ci racconti qualcosa di te e del tuo lavoro?

Vengo dall’Italia e lavoro a Babbel sin dai suoi inizi, nel 2008. A quell’epoca eravamo un po’ di meno! Oggi mi occupo di coordinare i corsi di italianorusso. Lavoro sul russo dallo scorso gennaio. È stato un progetto particolarmente impegnativo per tutti i dipartimenti dell’azienda.

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L’americano colloquiale – facile come un pezzo di torta

Posted on July 22, 2014 by

americano colloquialeIl nuovo corso di Babbel dedicato all’americano colloquiale presenta le espressioni e le frasi più utili dell’inglese gergale parlato negli Stati Uniti. E ci siamo dovuti chiedere: perché si dice che qualcosa di molto facile è “un pezzo di torta”?

Andiamo a scoprire le (possibili) origini di questa ed altre classiche espressioni americane. Prendetele “con un pizzico di sale”!

 

broke (letteralmente: “rotto”) – senza soldi, al verde, in bolletta

Nel periodo dopo il Rinascimento, molte banche europee fornivano ai propri clienti piccole piastrelle di ceramica che riportavano il nome del cliente, il suo limite di credito e il nome della banca. Un po’ come le moderne carte di credito, ma ben più pesanti. Il cliente portava con sé la piastrella quando voleva chiedere un prestito e, se il suo limite di credito era già stato superato, l’impiegato della banca la rompeva.

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Perché la grammatica (e i broccoli) ti fanno bene

Posted on May 27, 2014 by

la grammaticaQuesto mese Babbel dedica particolare attenzione alla grammatica con una serie di corsi ricchi di benefici. Abbiamo inoltre nuovi corsi di pronuncia, di approfondimento e sui falsi amici.

 

Poveri broccoli, la casta degli intoccabili nel mondo degli ortaggi. Sono ricchi di benefici per la salute e pare siano addirittura il cibo preferito del presidente americano Obama, eppure sono ancora disprezzati dai bambini di tutto il mondo e da non pochi adulti.

Un po’ come la grammatica, appunto, che per molti è stata un tormento negli anni della scuola: il ricordo degli interminabili esercizi di coniugazione dei verbi, con libri di testo più pesanti dell’elenco telefonico, ci ha lasciato un retrogusto amaro che non ci fa venire una gran voglia di masticare di nuovo regole ed eccezioni.

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Il portoghese per tutti i giorni

Posted on April 30, 2014 by

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Prima o poi capita a tutti di ritrovarsi in un momento di forte imbarazzo, o in una di quelle situazioni in cui vorresti solo che la terra si spalanchi per inghiottirti. Ma che fare quando il passo falso si compie inconsapevolmente?

Tre dita sono sufficienti a provocare una gran confusione, come sicuramente ricorderà chi ha visto „Bastardi senza gloria“. Se il luogotenente Hicox avesse utilizzato le tre dita giuste al bancone, nessuno si sarebbe accorto che era unaspia nemica.

Piccole differenze culturali possono avere un impatto enorme, specialmente in Brasile.

Immagina di essere a Rio o San Paolo e di voler segnalare che „è tutto ok“ a qualcuno che si trova sul lato opposto della strada. Quale tra i tre gesti raffigurati sopra faresti?

Se hai scelto quello centrale, faresti bene a ripensarci. In alcune culture, questo gesto può segnalare che va tutto bene o che ciò che hai appena mangiato ti è piaciuto molto, ma in Brasile è spesso utilizzato per indicare la parte terminale dell’apparato digerente. Sì, proprio quello. Non c’è da meravigliarsi se la persona alla quale ti rivolgi reagisce sbellicandosi dalle risate.

Il nuovo corso di Babbel, „Il portoghese per tutti i giorni“, può aiutarti a evitare di incappare in questi ed atri insidiosi tranelli. Contiene il linguaggio, gli usi e i costumi da utilizzare o evitare in pubblico, ti insegna le espressioni colorite da usare durante le feste e alcune frasi di uso quotidiano. Potrai inoltre scoprire come i brasiliani celebrano le festività.

Se hai già una conoscenza di base della lingua, potrai mettere alla prova le tue capacità di comprensione orale. Troverai numerosi dialoghi su viaggi, shopping e naturalmente sul calcio.

È tempo di dare una spolverata al tuo portoghese – la coppa del mondo è dietro l’angolo!

Lettere d’amore: un corso per farvi innamorare in inglese, tedesco, francese o spagnolo!

Posted on February 13, 2014 by

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La fortuna in amore può arrivare in qualsiasi momento dell’anno, non solo il giorno di San Valentino: un incontro, la curiosità, la voglia di conoscersi e improvvisamente non si riesce più a pensare ad altro che a quella persona così speciale. È proprio in occasione di San Valentino però che vogliamo presentarvi il nostro nuovo corso speciale: “Lettere d’amore”, una storia in cui i due protagonisti si sono conosciuti su un sito di dating online. Fino a qualche anno fa era ancora qualcosa che avrebbe destato qualche perplessità tra gli amici, oggi invece è diventato normalissimo incontrarsi per la prima volta tramite internet. Sicuramente conoscete anche voi una coppia felice che è nata in questo modo, o magari proprio voi stesso avete trovato così il vostro partner.

Già nella propria lingua madre a volte può essere difficile trovare le parole giuste per esprimere i propri pensieri e sentimenti senza rischiare malintesi e imbarazzi. “Per noi era importante offrire con il corso non solo la possibilità di esercitarsi nella lettura e nella scrittura, ma anche di seguire una storia appassionante. E quale tema è più appassionante dell’amore?”, spiega la nostra Content Project Manager, Katja Wilde. Per scoprire se i due protagonisti, Marie e Robert, riusciranno a superare le difficoltà iniziali e rompere il ghiaccio, non vi resta che seguire il corso.

Avrete modo così di ampliare il vostro vocabolario con nuove parole sul tema degli ideali in amore e nei rapporti sentimentali, imparando a esprimere i sentimenti anche in una lingua diversa dalla vostra lingua madre. Oltre al vocabolario, il corso vi dà la possibilità di esercitare anche la vostra comprensione e produzione scritta ed è pensato per chi ha raggiunto il livello B1.
Se vi state innamorando, saprete così come mettere in parole quello che provate.

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C’è anche una versione francese di Marie e Robert: Romy e Alain, che si incontrano nel corso “Lettres d’amour” e forse, chissà, finiscono anche loro per innamorarsi. Scopritelo con loro:

Lettres d’amour

Liebesbriefe

Love letters

Cartas de amor

Attenzione: imparate a vostro rischio e pericolo!

Posted on October 15, 2013 by

Non cominciate nemmeno questo corso se siete affamati!!!

Detto altrimenti, come ha commentato un utente di Babbel al termine del nostro corso di spagnolo, da poco pubblicato:

“Complimenti!!! La vostra sezione La cucina spagnola e sudamericana è fantastica. Ben strutturata, interessante e molto utile nel comprendere la cultura culinaria di questi paesi. L’unica cosa negativa… Studiare mi fa venire l’appetito.”

Prima di cominciare un viaggio culinario passando per l’Andalusia, la città di Valencia o il Messico, si consiglia vivamente di stipare il vostro frigorifero con una gran varietà di cibi, sia dolci che salati. Per ogni nuovo vocabolo richiesto verrete tentati da nuove prelibatezze. Comprate del pesce o dei frutti di mare, prima di dirigervi verso la Galizia. Approvvigionatevi di gustose bistecche per la lezione dedicata all’Argentina. Rifornitevi di more, mele candite e papaia, per poter avere una vaga idea di quanto siano deliziosi i succhi di frutta freschi del Cile.

Capesante in salsa speciale di vino bianco: un antipasto della Galizia.

È meglio procurarsi anche un libro di cucina, perché, si badi bene, questo corso non contiene alcuna ricetta – è inteso piuttosto come un viaggio culinario attraverso alcune regioni della Spagna e dell’America Latina. Potrete tra l’altro farvi un’idea di quali e quanti tipi diversi di caffè esistano e quali piatti vengano preparati come antipasti, quali come primi piatti e quali come dessert. Insomma questo corso non solo fornirà i vocaboli gastronomici lungo la via, ma anche uno spaccato culturale sul mondo della variegata cucina di lingua spagnola.

La cioccolata calda con dolci fritti è una colazione post-sbornia molto amata in tutta la Spagna.

E nel caso in cui voleste conoscere la differenza tra la tortilla spagnola e la tortilla messicana, oppure voleste imparare a conoscere qualcosa a proposito di crostacei – ad esempio i granchi, chiamati “jaiba” in Cile ma “cangrejo” in Spagna, rimpinzatevi per bene e cliccate qui: “La cucina spagnola e sudamericana”. (Link)

Frauke lavora come project manager nella redazione di Babbel e responsabile, tra l’altro, dei contenuti di lingua spagnola. Nel corso del suo viaggio per il mondo di lingua spagnola ha potuto provare direttamente i diversi menù proposti. Al solo pensiero degli hot dog cileni, delle tapas dell’Andalusia o della zuppa di ceci castigliana le torna subito l’acquolina in bocca.

O’zapft is! – Il corso dedicato all’Oktoberfest

Posted on September 6, 2013 by

Questo articolo in: Tedesco (Deutsch), Inglese (English), Spagnolo (Español)

Chiedendo in giro per il mondo cosa sia più conosciuto della Germania e dei tedeschi, nomi come lederhose (i tipici pantaloni di pelle), dirndl (un vestito tradizionale), la birra ed il buon brezel – o pretzel, come dicono nei paesi anglofoni – compaiono piuttosto in alto sulla lista. Anche l’Oktoberfest è ben conosciuto e si è guadagnato il nome di maggior sagra al mondo: una vera e propria calamita di visitatori provenienti da tutto il pianeta. Un’ottima ragione insomma per prendere e mettersi in viaggio verso queste lande, per potersi così fare una propria idea sul gran trambusto che gira intorno al “Wiesn”.

La verità è che l’Oktoberfest ha ben altro da offrire, oltre i tendoni della birra e visitatori in dirndl e lederhose, che vanno in giro addentando brezel. Lo sapevi, ad esempio, che ci sono giostre storiche che risalgono in parte al 19mo secolo, costruite in legno e con tanto di orchestrina di fiati che suona dal vivo? La giostra chiamata Krinoline venne costruita interamente a mano da quattro forti uomini, dal momento che ai tempi i meccanismi per un simile movimento rotatorio potevano essere prodotti solo artigianalmente.

Eppure, venerande tradizioni di questo tipo risultano ad un esame più attento esser tornate alla ribalta. Ed a proposito di mode, all’inizio del 19mo secolo non si portavano i vestiti tradizionali bavaresi, come ora, ma si seguiva piuttosto la moda francese…

Insomma, c’è tanto da scoprire!

Grazie al nostro corso sull’Oktoberfest ci si può preparare qualche battuta in anticipo e sfidare una vera cameriera bavarese ordinando la birra in tedesco. I dialoghi brevi ed i quadri informativi inoltre sono ricchi di fatti ed informazioni sulla cultura e la storia di questa sagra. Nell’ultima delle sei lezioni gli utenti più coraggiosi possono cimentarsi nel dialetto bavarese – un’esperienza che prima o poi capiterà a tutti gli avventori dell’Oktoberfest, volenti o nolenti. Come si suol dire: “O’zapft is! Des wird a Mordsgaudi!

Frauke e Maren sono project manager presso Babbel ed hanno sviluppato e scritto la maggior parte dei corsi di tedesco. Per il corso dedicato all’Oktoberfest hanno intrapreso per voi un viaggio di ricerca districandosi tra aspetti linguistici, storici e gastronomici intorno al cosiddetto Wiesn. 

 

 

 

Vedere, ascoltare e capire le lingue

Posted on August 16, 2013 by

Tarte, tartiflette, tapenade e così via sono tipiche pietanze francesi, ma qual è il vero significato di queste parole? Con il corso di cucina francese gli user di Babbel intraprendono un “tour de France” linguistico e culinario attraverso le diverse regioni della Francia.

Non è l’unico, però: anche il lavoro di redazione e la traduzione sono stati un viaggio ricco di esperienze e curiosità. A cosa equivalgono certi piatti nella propria lingua? Da dove derivano nomi buffi come “pôchouse”, “pulenda”, “quenelle”, “cassoulet”, “nonnette”, “tartiflette” e “tapenade”? E si possono tradurre?

Per rendere efficace l’apprendimento abbiamo deciso di tradurre – laddove era possibile – le specialità in questione. In fin dei conti non si trattava solo di trascrivere la parola “cassoulet” ma piuttosto di scoprire che cosa si nascondeva dietro questo piatto tipico della regione “Midi-Pirenei”, per essere in grado un giorno di capire veramente un menù francese.

Introducendo la parola “cassoulet” insieme alla sua traduzione si ha subito – ancor prima della descrizione dettagliata degli ingredienti e della sua preparazione – un’idea di cosa sia questo piatto: uno stufato di fagioli bianchi. Per evitare poi che durante gli esercizi successivi l’apprendente pensi per sbaglio a “cassoulet” come alla combinazione di “potée” (stufato) e “haricots blancs” (fagioli bianchi) la traduzione è accompagnata dalla specificazione “nome proprio”. Inoltre, per facilitare la memorizzazione della parola, si legge anche che “cassoulet” deriva dal termine occitano “la cassole” (pentola di terracotta) in cui tradizionalmente viene cucinata questa pietanza.

In altri casi, come in quello del piatto savoiardo “la tartiflette”, uno sformato di patate, il termine “patatina” funge da ulteriore indizio per la parola richiesta nell’esercizio perché “tartiflette” proviene dal termine “tartiflâ” che, in un dialetto, significa “patata”.

Con molta inventiva e forse anche in modo un po’ azzardato vengono presentate anche le “quenelles” di Lione. Infatti, i termini “gnocchi” in italiano, “dumplings” in inglese, “croquetas” in spagnolo e “Klößchen” in tedesco non corrispondono del tutto all’originale, sia per la sua forma allungata che, soprattutto, per l’ingrediente di cui sono fatte, cioè la semola di frumento. Tuttavia, anche ciò viene poi risolto e spiegato in dettaglio e così si impara che la parola “quenelle” deriva dal tedesco “Knödel”.

Non è stato invece assolutamente possibile tradurre, ad esempio, due tipi di formaggio della regione Champagne: “le langres” (formaggio erborinato di Langres) e “le rocroi” (un formaggio di Rocroi). In questi casi non esiste una traduzione che faccia a meno del luogo di origine, poiché il formaggio in genere porta il nome del suo luogo di provenienza.

A differenza dei corsi di Babbel per principianti, le cui traduzioni prevedono essenzialmente l’aggiunta di informazioni e chiarimenti di ordine grammaticale, il corso di cucina francese è anche stata una vera sfida e ha implicato un lungo lavoro di ricerca nella scelta della traduzione giusta. Interessante e informativo è stato anche il fatto che alcuni termini riferiti alle specialità francesi trattate nel corso derivano da dialetti regionali ovvero da altre lingue come il polacco, l’italiano e il tedesco. Tanto da far perdere la testa persino al nostro protagonista francese che nell’ultima lezione dice: “Le kouglof ??? Encore un mot incompréhensible !” (Il kouglof ??? Un’altra parola incomprensibile!) Ah, se qualcuno gli avesse consigliato il corso di cucina francese di Babbel prima di intraprendere il suo viaggio culinario!

Sull’autrice: Katja è Senior Content Manager presso Babbel e cucina volentieri per amici e colleghi i piatti di un libro di cucina francese comprato alla fine di un soggiorno biennale a Parigi. Non segue però proprio alla lettera la lista degli ingredienti, come invece fa con le regole di grammatica francese nel suo lavoro di redattrice dei corsi di francese di Babbel.