The Babbel Blog

language learning in the digital age

…giá sei anni!

Posted on January 17, 2014 by

Markus Witte (co-fondatore)

Da non crederci: si é appena concluso il nostro sesto anno online.
 Foto 3Ed é con soddisfazione ed orgoglio che possiamo constatare che l’anno appena conclusosi é stato decisamente il migliore.
 Quante ne sono successe: é stato chiuso un round di investimenti da 10 milioni di dollari, ben 45 splendidi personaggi si sono uniti al team, tra i quali vari manager, ciascuno con alle spalle un’esperienza di oltre 10 anni. E poi nuovi uffici, due nuove lingue (norvegese e danese), nuove Apps per due piattaforme (iOs e Android) – ed un nuovo logo! E soprattutto milioni di nuovi utenti, protagonisti in prima linea.

Quello che é nato con i 4 fondatori in un vecchio ed angusto appartamento di Kreuzberg é nel frattempo cresciuto come un brulicante alveare oggi composto da piú di 100 assunti fissi, ai quali si aggiungono piú di 200 autori, didattici, redattori, traduttori, madrelingua e supporter, liberi professionisti che lavorano per noi mantenendo le loro professioni di insegnanti, musicisti ed attori. 
E sommando tutti otteniamo quel bel numero di persone che va a costituire Babbel.
Crediamo che questo sia un ottimo motivo per festeggiare. E considerando il fatto che gennaio é sempre stato per noi il mese piú attivo (grazie alle vostre ed alle nostre aspettative ed intenzioni), abbiamo addirittura posticipato il Natale per farlo: venerdí si fa festa attorno all’albero.
Dopodiché si continua con il nostro settimo anno, per il quale ci siamo giá prefissati molte cose.
Alcune saranno sorprese, altre saranno realizzate prima di averne discusso, e di certo c’é che arriverá il russo, la prima lingua non su base alfabetica latina per Babbel.
Ed abbiamo in programma di rimettere in sesto il review manager. E di continuare ad imparare. E divertirci. E creare. E…!!!

 

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Vedere, ascoltare e capire le lingue

Posted on August 16, 2013 by

Tarte, tartiflette, tapenade e così via sono tipiche pietanze francesi, ma qual è il vero significato di queste parole? Con il corso di cucina francese gli user di Babbel intraprendono un “tour de France” linguistico e culinario attraverso le diverse regioni della Francia.

Non è l’unico, però: anche il lavoro di redazione e la traduzione sono stati un viaggio ricco di esperienze e curiosità. A cosa equivalgono certi piatti nella propria lingua? Da dove derivano nomi buffi come “pôchouse”, “pulenda”, “quenelle”, “cassoulet”, “nonnette”, “tartiflette” e “tapenade”? E si possono tradurre?

Per rendere efficace l’apprendimento abbiamo deciso di tradurre – laddove era possibile – le specialità in questione. In fin dei conti non si trattava solo di trascrivere la parola “cassoulet” ma piuttosto di scoprire che cosa si nascondeva dietro questo piatto tipico della regione “Midi-Pirenei”, per essere in grado un giorno di capire veramente un menù francese.

Introducendo la parola “cassoulet” insieme alla sua traduzione si ha subito – ancor prima della descrizione dettagliata degli ingredienti e della sua preparazione – un’idea di cosa sia questo piatto: uno stufato di fagioli bianchi. Per evitare poi che durante gli esercizi successivi l’apprendente pensi per sbaglio a “cassoulet” come alla combinazione di “potée” (stufato) e “haricots blancs” (fagioli bianchi) la traduzione è accompagnata dalla specificazione “nome proprio”. Inoltre, per facilitare la memorizzazione della parola, si legge anche che “cassoulet” deriva dal termine occitano “la cassole” (pentola di terracotta) in cui tradizionalmente viene cucinata questa pietanza.

In altri casi, come in quello del piatto savoiardo “la tartiflette”, uno sformato di patate, il termine “patatina” funge da ulteriore indizio per la parola richiesta nell’esercizio perché “tartiflette” proviene dal termine “tartiflâ” che, in un dialetto, significa “patata”.

Con molta inventiva e forse anche in modo un po’ azzardato vengono presentate anche le “quenelles” di Lione. Infatti, i termini “gnocchi” in italiano, “dumplings” in inglese, “croquetas” in spagnolo e “Klößchen” in tedesco non corrispondono del tutto all’originale, sia per la sua forma allungata che, soprattutto, per l’ingrediente di cui sono fatte, cioè la semola di frumento. Tuttavia, anche ciò viene poi risolto e spiegato in dettaglio e così si impara che la parola “quenelle” deriva dal tedesco “Knödel”.

Non è stato invece assolutamente possibile tradurre, ad esempio, due tipi di formaggio della regione Champagne: “le langres” (formaggio erborinato di Langres) e “le rocroi” (un formaggio di Rocroi). In questi casi non esiste una traduzione che faccia a meno del luogo di origine, poiché il formaggio in genere porta il nome del suo luogo di provenienza.

A differenza dei corsi di Babbel per principianti, le cui traduzioni prevedono essenzialmente l’aggiunta di informazioni e chiarimenti di ordine grammaticale, il corso di cucina francese è anche stata una vera sfida e ha implicato un lungo lavoro di ricerca nella scelta della traduzione giusta. Interessante e informativo è stato anche il fatto che alcuni termini riferiti alle specialità francesi trattate nel corso derivano da dialetti regionali ovvero da altre lingue come il polacco, l’italiano e il tedesco. Tanto da far perdere la testa persino al nostro protagonista francese che nell’ultima lezione dice: “Le kouglof ??? Encore un mot incompréhensible !” (Il kouglof ??? Un’altra parola incomprensibile!) Ah, se qualcuno gli avesse consigliato il corso di cucina francese di Babbel prima di intraprendere il suo viaggio culinario!

Sull’autrice: Katja è Senior Content Manager presso Babbel e cucina volentieri per amici e colleghi i piatti di un libro di cucina francese comprato alla fine di un soggiorno biennale a Parigi. Non segue però proprio alla lettera la lista degli ingredienti, come invece fa con le regole di grammatica francese nel suo lavoro di redattrice dei corsi di francese di Babbel.

Come il cacio sui maccheroni…

Posted on November 29, 2012 by

Leggi questo articolo in: Tedesco (Deutsch), Inglese (English), Francese (Français), Spagnolo (Español)

"avere gli occhi foderati di prosciutto"Sono in pochi a lavorare per Babbel da tanto tempo quanto Barbara. Quasi cinque anni fa la traduttrice e fennista italiana (all’epoca ancora studentessa) iniziava a lavorare alla didattica e all’assistenza clienti di Babbel; da quest’anno è parte fissa ed essenziale del nostro reparto didattica. Barbara sa cosa vuol dire essere poliglotta ed è sempre pronta a mettersi in gioco. Si direbbe che non ha gli occhi foderati di prosciutto eppure…

Utilizziamo la lingua per esprimere i nostri pensieri e per descrivere quello che ci circonda. Che nel fare questo ci serviamo di innumerevoli metafore e altrettante immagini non ce ne rendiamo sempre conto. Chi volesse contraddire questa affermazione sottolineando di sapere come usa la propria lingua, potrebbe esclamare: “Conosco i miei polli!”… Ma appunto, cosa c’entrano i polli? I modi di dire sono nel profondo del nostro inconscio e raramente ci rendiamo conto di farne uso. Eppure i modi di dire sono il sale della lingua. Rappresentano in modo intenso e conciso esattamente quello che vogliamo dire e, a seconda della lingua, evocano le associazioni più strampalate.

Che a noi di Babbel questo tema stia particolarmente a cuore lo si vede chiaramente dalla nostra offerta didattica: per le lingue inglese, francese, spagnolo, portoghese e svedese è già presente da tempo un corso speciale sui corrispettivi modi di dire. Appena sfornato invece, per gli studenti di italiano come lingua straniera, è il corso di modi di dire italiani, online dal 29 Novembre.

Come sempre anche in questi corsi Babbel dà particolare importanza alla possibilità di memorizzare quanto imparato in modo permanente: per fare questo vengono in aiuto l’intelligente sistema di ripasso e la rappresentazione visuale delle espressioni introdotte. Tuttavia non è sempre facile trovare le immagini giuste soprattutto per espressioni come “Non è farina del tuo sacco” oppure “avere gli occhi foderati di prosciutto”.

Per il corso di modi di dire italiani abbiamo deciso di accettare questa sfida con una buona porzione di autoironia: perché non realizzare noi stessi fotografie divertenti per spiegare questi modi di dire? Ed eccoci così veramente con delle fette di prosciutto sugli occhi e un sacchetto di farina in mano davanti alla macchina fotografica e allo sguardo divertito, incredulo e forse anche un po’ invidioso dei colleghi che hanno visto coi loro occhi quanto possano essere divertenti le nostre mansioni.

Se anche voi non vedete l’ora di provare uno di questi corsi, cliccate direttamente su questo link. In bocca al lupo, qualsiasi sia la lingua che avete scelto!

Il 29 Novembre accanto al corso “Modi di dire italiani” (accessibile solo con lingua di riferimento diversa dall’italiano) abbiamo pubblicato i seguenti corsi:
Francese: Esercizi di ripasso 2
Inglese: Esercizi di ripasso 2
Portoghese: Grammatica portoghese (nuove lezioni)

Babbel per Android!

Posted on March 27, 2012 by

Dopo alcuni contrattempi, Babbel è ora disponibile anche in versione app per Android nel Google Play Store! La possibilità di usare Babbel anche su dispositivi Android è stata una delle richieste più frequenti dei nostri user e siamo ora felici di aver finalmente potuto soddisfare questo desiderio. Adesso anche i tanti di voi con dispositivo Android non devono più rinunciare ai vantaggi dello studio mobile con Babbel. In questo frangente desideriamo ringraziare ancora una volta tutti i tester della versione beta, che con i loro feedback hanno partecipato attivamente al miglioramento della app. Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto e speriamo che possiate divertirti e imparare tanto con le nuove app per Android!

Cosa puoi fare con la app per Android?
La app contiene il vocabolario di base ed avanzato con circa 2000 o 3000 vocaboli a seconda della lingua di studio. Come sempre tutti i pacchetti di vocaboli sono strutturati in modo tematico e vengono presentati in modo audiovisivo (vengono letti da madrelingua ed esemplificati da immagini). In questo modo puoi decidere tu stesso quali argomenti ti interessano maggiormente e iniziare subito.

Inoltre abbiamo ottimizzato il nostro software di riconoscimento vocale e l’abbiamo integrato nella app per Android. Da ora ti aiuterà ancora di più a valutare la tua pronuncia e ad allenarla. Naturalmente è presente anche l’amato sistema di ripasso, che ti presenta quanto imparato ad intervalli didattici ottimali per ripassarlo, così da ancorare i vocaboli imparati veramente nella memoria a lungo termine. Le app di Babbel non hanno bisogno di una connessione internet attiva, per questo puoi imparare i vocaboli in ogni momento in modo semplice e flessibile, quando sei in giro o da casa.

Quanto costano le app per Android di Babbel?

Le app per Android sono completamente gratuite per tutte e undici le lingue di studio e possono essere scaricate dal Google Play Store. La prima lezione di ogni categoria è inoltre già pronta per essere svolta sulla app subito dopo il download. Per scaricare ulteriori pacchetti di vocaboli e utilizzare l’intelligente sistema di ripasso hai bisogno di un account gratuito di Babbel, che puoi creare direttamente dalla app. Se hai già un account di Babbel invece puoi semplicemente effettuare il login sulla app, scaricare tutto quello che desideri imparare e iniziare subito.

Devo aspettarmi della pubblicità nella app, visto che è gratuita?
No, non devi essere distratto da inserzioni pubblicitarie. Babbel è come sempre per lo sviluppo di prodotti premium senza l’utilizzo di pubblicità.

Sono previste altre novità?
Chi conosce Babbel, sa che il vocabolario di base ed avanzato rappresenta solo una piccola parte di quello che Babbel può offrire. Innovazioni al prodotto e sviluppo di nuovi prodotti rimangono sempre i temi decisivi su Babbel. Il gruppo di Babbel mobile ha già iniziato con la progettazione di nuove app che renderanno possibile l’introduzione di altre funzioni o corsi su dispositivi mobili. Anche il nostro staff della didattica sta lavorando assiduamente a nuovi corsi e lezioni. La suspence quindi rimane alta.

Link per il download:

Visione d’insieme di tutte le app per Android di Babbel:

Inglese
Spagnolo
Francese
Italiano
Tedesco
Portoghese brasiliano
Svedese
Olandese
Turco
Polacco
Indonesiano

Come facciamo restare le parole nel tuo cervello: il background didattico di Babbel

Posted on February 28, 2012 by

A Miriam – la nostra responsabile di redazione – è stato chiesto di contribuire alla stesura di un libro sull’E-Learning. Qui trovi un breve sommario del suo capitolo “Babbel: un mix di metodi didattici per i corsi di lingua digitali”.

“Ma quindi come funziona l’apprendimento con Babbel?” Mi chiese Ullrich Dittler, professore per media interattivi, per il suo libro E-Learning. Einsatzkonzepte und Erfolgsfaktoren des Lernens mit digitalen Medien. („E-Learning. Concetti di applicazione e fattori di successo dell’apprendimento con media digitali.” Ndt). La risposta: Babbel è così efficace perché non ricorre a un unico metodo didattico. Al contrario abbiamo sviluppato un ampio mix di metodi che va incontro ai bisogni di apprendimento dei nostri user:

 
Imitare le parole e ripassare:
Con noi è possibile studiare tutti i nuovi vocaboli tramite l’ascolto e la ripetizione della loro pronuncia; questo permette di ancorarli nella memoria e allena contemporaneamente anche la pronuncia. Successivamente bisogna collegare ogni nuova parola con il rispettivo significato (cosa che avviene in modo chiaro e univoco grazie all’utilizzo di immagini e traduzioni) e scrivere i vocaboli. Le parole quindi vengono insegnate sempre secondo lo stesso modello. Questi esercizi del cosiddetto “pattern drill” (“modello di addestramento” ndt.) sono tipici della glottodidattica comportamentistica.

 


Porzioni di vocaboli piccole e colorate:
Il nuovo lessico viene introdotto in piccole unità di tre o quattro vocaboli o „chunks“ (ovvero unità semantiche come per es. “Mi chiamo…” o “io vengo da…“). Più di questo infatti non può essere memorizzato in un’unica volta nella memoria a breve termine. Il lessico viene prima studiato a diversi livelli (ripetendo, collegando la traduzione corrispondente, scrivendo) e solo in seguito si prosegue con una o due ulteriori unità. Le unità provengono sempre da uno stesso campo semantico: tramite questo collegamento semantico è possibile ricordarle più facilmente. Tutti i vocaboli sono illustrati e grazie a questo molti user riescono a ricordarli senza particolari sforzi.

Ripassare a intervalli di tempo ottimali:
Il nuovo lessico imparato viene salvato automaticamente nel sistema di ripasso. Qui verrà proposto agli user secondo il procedimento „Spaced Repetion“ a intervalli di tempo crescenti, fino a che questo sarà stato memorizzato senza errori.

 


Spiegazioni delle regole: Siamo convinti che i discenti adulti vogliano capire le regole di una nuova lingua, perché (a differenza dei bambini) non imparano tramite semplice imitazione. Per questo i corsi contengono molte spiegazioni di grammatica, pronuncia e lessico nella madrelingua dello user. I nostri corsi sono sviluppati in modo contrastivo, le regole vengono cioè spiegate in modo diverso a seconda della madrelingua e lingua di studio (un italiano impara lo spagnolo in modo diverso rispetto a una tedesca). Le nozioni di elaborazione delle informazioni e della memoria contenute negli ultimi tre punti sono riconducibili alla glottodidattica cognitiva.

 

Studio libero: I nostri user scelgono quello che li interessa particolarmente da una vasta gamma di corsi e lezioni. Alcuni preferiscono svolgere prima i corsi per principianti uno dopo l’altro, altri invece navigano sul sito e scelgono spontaneamente quello che più solletica il loro interesse dalla visione generale dei corsi. Ognuno svolge le singole unità didattiche alla propria velocità personale. Nella community è possibile mettere in pratica liberamente quello che si è imparato nei corsi. Secondo le teorie della glottodidattica costruttivistica ogni user sviluppa in modo individuale le proprie capacità quando nuove informazioni vengono scelte autonomamente e vengono elaborate in concomitanza di conoscenze già in possesso.

Comunicare rapidamente: Gli user di Babbel devono riuscire a farsi capire velocemente. Per questo nei corsi per principianti vengono trasmesse via via espressioni comunicative più importanti per situazioni quotidiane (secondo noi p. es. “Prendo un caffè” è più importante di “La palla è rossa”). Grazie ai chuks si conoscono presto intere frasi, anche se non si padroneggia ancora completamente la grammatica contenuta in esse (nell’esempio precedente perché si dice “un caffè” e non “una caffè”). Siccome in situazioni reali in lingua straniera non si conoscono tutte le parole, anche nei nostri dialoghi non viene prima trasmesso l’intero lessico nuovo. In questo modo si impara a capire quello che non si conosce dal contesto; in casi di bisogno è possibile comunque farsi mostrare la traduzione.

E siccome in situazioni reali ci si può esprimere in diversi modi, negli esercizi di scrittura sono presenti diverse risposte sinonimiche. Particolarmente intelligenti sono gli esercizi di scrittura dei nostri corsi di Business English: vengono valutate da un’intelligente banca dati di soluzioni in continua crescita, così che anche a livello delle frasi più varianti possono essere considerate corrette. Questo approccio all’apprendimento delle lingue è da ricondursi alla glottologia comunicativa.

Imparare in compagnia: La community di Babbel rappresenta lo spazio per pratiche sociali. Qui è possibile semplicemente scambiarsi opinioni oppure mettere in pratica quanto imparati nei corsi. In ogni caso ci si intrattiene in diverse lingue a volte su diverse lingue, consolidando così le proprie conoscenze. Di questi procedimenti interazionali in rete, nelle quali spesso si impara „incidentalmente“, si occupa la glottodidattica connettivista.

 

Cosa ne pensi di questi metodi di apprendimento? Ne usi anche altri? Non esitare a darci la tua opinione su questo articolo!

I consigli di studio di Anne

Posted on May 30, 2011 by

consigli di studio di AnneAnne Matthies è la responsabile del servizio di assistenza clienti di Babbel. Nel 1997 ha iniziato a studiare con passione le lingue straniere e da allora non ha più smesso. Finora ha raggiunto livelli avanzati in italiano, inglese, francese, russo e cinese. In questo testo ha raccolto undici consigli che l’hanno aiutata in modo particolare ad imparare le lingue straniere.


1. Fatti un piano di studio e non rispettarlo

“Io no parlare italiano” lo capisce chiunque. Per una vacanza è sufficiente sapersi esprimere così, durante una telefonata di lavoro invece una frase simile risulterebbe alquanto imbarazzante. Quale obiettivo vuoi raggiungere? Vuoi imparare la lingua straniera per lavoro o per una vacanza? Per vantarti, per fare per una volta qualcosa di diverso dal solito o per pensare per una volta in modo diverso? Prefiggiti prima di tutto il tuo obiettivo. Fai un piano di studio: quanto tempo vuoi dedicare alla nuova lingua e cosa vorresti fare come prima cosa?

Non attenerti al tuo piano.

Oggi preferisci studiare il congiuntivo oppure i segni zodiacali anche se in realtà non ti servono a niente? Divaga pure! Goditi il tuo excursus! Vola col pensiero! Il tuo piano è come un bastone che ti aiuta a stare in piedi quando le tue ali si affaticano. Hai bisogno del tuo piano solo nel caso in cui non ti venisse in mente nient’altro. Cambialo ogni volta che vuoi.


2. Non avere fretta di imparare a parlare (se hai tempo)

Se hai tempo per imparare in tutta tranquillità la tua nuova lingua, inizia a parlarla solo quando sarai tu a volerlo veramente. Prima ascoltala semplicemente. Prima o poi sarà la nuova lingua a volere improvvisamente uscire dalle tue labbra e tu non potrai fare a meno di imitare finalmente questi strani suoni.

Quando una parola nasce dentro di te senza alcun tipo di pressione, è come se la parola fosse proprio tua. Non potrò mai dimenticarmi di quando, in modo assolutamente inaspettato, dopo mesi di solo ascolto, improvvisamente iniziai a parlare cinese nella vasca da bagno. Non lasciarti sfuggire questo brivido.


3. Il tuo stile di apprendimento cambia costantemente

Spesso si parla di persone più portate ad imparare tramite l’udito piuttosto che la vista oppure tramite altri sensi ancora. A volte tu stesso sei più portato ad imparare in un modo piuttosto che in un altro. La tua predisposizione ad imparare in un certo modo in realtà cambia così spesso come il tuo umore. Cerca di capire cosa riesci a fare meglio di volta in volta. Magari una volta preferisci semplicemente chiudere gli occhi e ascoltare qualcosa. Un’altra volta invece è come se immagini e lettere ti saltassero addosso. Un’altra volta ancora vorresti disegnare le parole nuove e pronunciare, scrivere o cantare tu stesso. E altre volte vorresti fare tutto ciò contemporaneamente.


4. Impara i modi di dire fin dall‘inizio

I proverbi e i modi di dire sono il sale nella zuppa della lingua straniera. Cerca tu stesso fin dall’inizio espressioni idiomatiche che ti fanno particolarmente ridere. Immaginati che cosa significa letteralmente “laid back, “down to earth” oppure “avere la testa tra le nuvole”. Traduzioni letterali in questi casi servono spesso a ben poco, ma sono molto divertenti. “Sono venti anni vecchio” dicono i tedeschi letteralmente per “ho vent’anni”. Ridi a crepapelle, raccontalo ai tuoi amici. Queste piccole differenze ti danno la sensazione di entrare nella mentalità della lingua, ti arricchiscono e ti danno la carica giusta per continuare.


5. Sii te stesso

Non limitarti a studiare situazioni date. Di cosa parli nella tua madrelingua? Di cosa ti interessi? Cosa ti dà fastidio? Puoi ricordarti più facilmente come si dice qualcosa nella tua lingua di studio, se lo vuoi dire veramente.


6. Ogni tanto allontanati dal computer

Le flashcard e il sistema di ripasso sono fantastici. Ma a volte spegni comunque il computer e cerca di ricordarti quello che hai imparato senza il suo aiuto. Ripassa mentalmente quello che hai studiato. Prenditi tutto il tempo che vuoi. A volte una parola ti può venire in mente solo dopo minuti. Però noterai tu stesso la differenza: quello che riesci a ricordarti da solo senza aiuti esterni, rimane impresso nella tua memoria in modo molto diverso.


7. Non rinchiuderti in camera

Se rimani seduto tutto il tempo sempre sulla stessa poltrona a ripassare sempre le stesse identiche frasi, non sorprenderti se una volta per strada non riuscissi a ricordartene nemmeno una. Porta la lingua straniera in giro con te, dovunque tu vada. Ordina il tuo piatto preferito nella lingua straniera anche nel tuo locale abituale. Se viaggi coi mezzi di trasporto, immaginati di non avere il biglietto e di doverlo spiegare al controllore.


8. Canta!

La grammatica s’impara a meraviglia cantando canzoni pop. Cerca delle canzoni canticchiabili nella tua lingua di studio. Ascoltale e cantale, con e senza cuffie, sotto la doccia, in macchina e in bicicletta.


9. Ritagliati delle situazioni per parlare la lingua straniera

Studi francese? Trascorri una giornata francese! Ascolta la radio francese, guarda film francesi, cucina piatti francesi, leggi un giornale francese e cerca le ultime parole che hai imparato su google.fr. E non avvilirti nel caso dovessi capire solo una minima parte. Attacca post-it con il nome in francese a tutti gli oggetti e i mobili che hai a casa tua, parla da solo e datti degli ordini in francese.


10. Abbi il coraggio di fare errori!

Vuoi parlare una lingua straniera? Niente ti ostacola maggiormente di un perfezionismo precoce. Abbi il coraggio di sbagliare tutto e scrivi, canta o inizia a borbottare semplicemente senza senso quello che ti viene in mente! Una nuova espressione diventerà tua solo se la usi. Che tu la usi in modo corretto, all’inizio non importa. Scoprirai di poter imparare tantissimo dai tuoi stessi errori; devi solo avere il coraggio di farli.

Se fai fatica ad accettarlo, ricordati del fatto che accenti, pronunce sbagliate ed errori di grammatica che hai sentito da altri ti hanno probabilmente semplicemente fatto sorridere. Sarebbe un peccato se la tua amica francese improvvisamente parlasse italiano senza errori e senza quell’affascinante accento francese, o no?


11. Non arrenderti

Imparare una nuova lingua a volte ti dà la sensazione di essere masochista. Come si fa alla svelta a dimenticarsi quello che si è imparato! Ancora una volta non sei riuscito a fare niente da giorni! Eri così contento di avere imparato così tante cose nuove e ora invece non capisci più una parola!

Purtroppo questo fa parte del gioco ed è assolutamente normale. Non farti scoraggiare. Lamentati, arrabbiati, impreca pure. Ma non mollare. Vedrai che tornerai a sorridere, a chiacchierare e a gioire di nuovo. Imparare una nuova lingua significa aprirsi ad un nuovo mondo. Conquistalo con piacere.

 

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L’articolo originale in tedesco