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Babbel, braille e vacanze: Regina è non vedente e impara l’italiano online

Posted on August 17, 2016 by

Ritratto

Ecco una nuova puntata della nostra serie di ritratti di Babbel: scorci delle loro vite e dei motivi per cui hanno deciso di imparare una nuova lingua. Se anche tu vuoi condividere con noi la tua storia, lascia un commento qui sotto.

Stavolta parliamo di Regina, una ragazza svizzera con una grande passione per le lingue. La cosa particolare è che Regina impara una nuova lingua da non vedente. Anche se non è sempre semplice, ha scelto di imparare nuove lingue e culture perché le piace poter conversare con le persone del posto quando va in vacanza. Le lingue straniere sono molto utili anche per il suo lavoro e, dopotutto: non si smette mai d’imparare! Ce ne parla qui di seguito:

 

“Sono nata a Thun, un comune del Canton Berna in Svizzera. Dal 2001 vivo a Dällikon, un paesino a nord di Zurigo. Lavoro a Lenzburg presso l’Unione centrale svizzera per il bene dei ciechi, un’organizzazione che aiuta le persone non vedenti e ipovedenti ad affrontare la vita quotidiana, e offro consulenze e corsi nell’ambito dei mezzi ausiliari per persone con disabilità visiva. Essendo una pendolare, sono contenta quando posso prendere una pausa dal costante andirvieni restando a casa. Tuttavia al mio futuro marito e a me piace andare in vacanza una o due volte all’anno.

Oggi è il nostro ultimo giorno di vacanza in Ticino sul Lago Maggiore nella Svizzera italiana e io ho appena terminato la prima parte del corso per principianti di Babbel per imparare l’italiano. Sono sempre riuscita a ordinare o pagare una bevanda in italiano. Gli abitanti del luogo sono sempre felici se parlo nella loro lingua, per quanto possibile, e non se la prendono se faccio qualche errore.

La mia madrelingua è il tedesco, ma parlo anche francese e inglese e adesso sto imparando l’italiano con Babbel. Essendo cresciuta nella Svizzera tedesca, a scuola ho dovuto scegliere francese come prima lingua straniera, anche se avrei preferito iniziare con l’inglese. Non c’è una lingua in particolare che mi piace più delle altre, ma trovo il “Kölsch”, il dialetto di Colonia, molto carino, anche se non può essere considerato una vera e propria lingua.

Come faccio a imparare una nuova lingua? Cerco di ripetere il più spesso possibile ciò che ho imparato e soprattutto i vocaboli. Inizio delle nuove lezioni ogni due o tre giorni, faccio un po’ di esercizio mentre passeggio o mentre cucino oppure parlo direttamente con qualcuno nella lingua che sto studiando. Oltre a tutto questo, scrivo anche lettere, su carta, elettroniche o registrandole su supporti audio. All’inizio ci vuole molto coraggio, ciononostante mi risulta molto facile imparare quando posso mettere in pratica le mie conoscenze.

Alla scuola commerciale ho avuto spesso problemi con quei docenti che mi percepivano come un peso, in quanto non vedente. Per poter lavorare al computer in modo autonomo, uso un cosiddetto “screen-reader”, uno strumento che legge le informazioni sullo schermo tramite una voce artificiale. Sotto la tastiera ho, inoltre, uno schermo braille, una specie di display che visualizza le informazioni sullo schermo in caratteri braille. In questo modo posso non solo far leggere un testo, ma anche leggerlo attivamente, attività indispensabile per imparare una nuova lingua.

Fatta eccezione per qualche piccolo scoglio, riesco a imparare senza troppi problemi una lingua sulla pagina web di Babbel e mi diverto anche. Mi risulta un po’ faticoso usare le tabelle nelle quali si devono inserire le parole. Sullo schermo braille posso controllare solo una determinata parte dello schermo (nella maggior parte dei casi 40 caratteri), per questo devo concentrarmi molto di più per scrivere la parola giusta nel campo corretto. Per questo motivo mi è già capitato di fare qualche errore, e non perché non avessi capito la lezione.

Uso Babbel solo con il laptop, anche se mi piacerebbe utilizzare le applicazioni sull’iPhone e sul mio Apple Watch. Così potrei ripetere i vocaboli mentre vado al lavoro. Purtroppo però mi sono accorta che le applicazioni non sono configurate in modo tale da poterle usare  senza problemi con la mia disabilità. Credo che lo studio in sé mi risulti semplice. Sono una persona molto curiosa e vorrei scoprire quanto più possibile fintanto che sono su questo pianeta. Tuttavia, la maggior parte del materiale didattico, dei corsi o degli eserciziari di vocaboli non sono disponibili per non vedenti come me. I web designer e i programmatori di software spesso non pensano ai disabili.

Posso scannerizzare i corsi di lingua in formato libro e trasformarli in testo leggibile grazie a un programma speciale, con la differenza che il giorno dopo sono tutta indolenzita (l’ultimo corso di lingua aveva più di 300 pagine). I corsi di lingua in televisione sono fatti bene, ma in genere vengo esclusa quando si passa agli esercizi perché le parole da ripetere spesso vengono solo visualizzate sullo schermo. Solitamente dicono: “Cosa vedi sullo schermo?” (Divertente, vero?) Con Babbel, invece, mi diverto molto a imparare l’italiano e continuerò sicuramente. Durante la prossima vacanza magari potrò addirittura fare una vera conversazione con un italiano o un’italiana.”

 

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