The Babbel Blog

Learning and language

Lo spagnolo per il surf: il viaggio di un utente di Babbel in Sud America

Posted on Aprile 16, 2019 by

Christian Reiher (34) vive a Berlino, è un matematico e un appassionato surfista. Ha iniziato a fare surf in Inghilterra quando era adolescente e, da allora, è diventato un patito. Christian frequenta spesso il club per surfisti Surfer’s Connection Berlin o i numerosi luoghi legati a questo sport in giro per il mondo. Recentemente, è stato in viaggio in America centrale e in Sud America per diversi mesi. Prima di partire, un altro surfista del Surfer’s Connection gli ha consigliato di provare Babbel. In questo modo, utilizzando la app prima di partire e durante la permanenza, ha imparato lo spagnolo per il surf!

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Nicoletta di Torino impara l’inglese per il suo lavoro al pronto soccorso aeroportuale

Posted on Aprile 2, 2019 by

Ecco una nuova puntata della nostra serie di ritratti degli utenti di Babbel: scorci delle loro vite e dei motivi per cui hanno deciso di imparare una nuova lingua.


Da 33 anni Nicoletta lavora al pronto soccorso di Torino. Per poter svolgere meglio il proprio lavoro si è presto resa conto dell’importanza delle lingue. Ecco perché tra un paziente e l’altro ripassa l’inglese a voce alta, tra le risate dei suoi colleghi (che però poi si rivolgono a lei nel “momento del bisogno” linguistico!)

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Studio accademico mostra come gli utenti di Babbel più motivati migliorino rapidamente la proprietà di linguaggio, la grammatica e il vocabolario.

Posted on Marzo 28, 2019 by

Dr. Shawn Loewen, Director of Second Language Studies at Michigan State University

Malgrado il successo commerciale e le diffusione crescente di varie app per imparare le lingue, sono relativamente poche  le informazioni disponibili sui risultati derivanti dall’utilizzo di questi strumenti d’apprendimento. Babbel si impegna a fornire trasparenza su come gli studenti più attenti e scrupolosi riescano a migliorare le loro capacità di conversazione in lingua. Per questo motivo abbiamo recentemente collaborato con alcuni esperti sull’apprendimento di una seconda lingua della Michigan State University (MSU), tra cui Dr. Shawn Loewen (nella foto a destra). Lo studio che ne è risultato ha rilevato che i partecipanti sono migliorati nella produzione orale, nella grammatica e nel lessico dopo circa 12 settimane di studio con Babbel.

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Un corso di francese avanzato per imparare a conversare come un vero madrelingua

Posted on Febbraio 15, 2019 by

Caroline

Caroline è un’insegnante e studentessa appassionata di lingue, adora sperimentare con l’apprendimento e condividere con gli altri i suoi metodi di studio per autodidatti. Ha imparato l’inglese e il tedesco a scuola, il russo per conto suo a Mosca, e in questo momento sta studiando l’italiano con Babbel. Caroline lavora come Editor dei corsi di francese per il team di Didactics e la sua esperienza triennale di insegnamento all’estero le ha permesso di elaborare il nuovo corso di francese per studenti di livello avanzato. Le nove lezioni monolingue che compongono il corso affrontano il tema della cultura attraverso l’uso di diversi gerghi e delle più sottili sfumature di significato. Caroline confessa di essersi divertita tantissimo!




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In che modo Babbel può arricchire corsi di lingua tradizionali e favorire l’integrazione dei migranti

Posted on Novembre 30, 2018 by

Swedish Integration Course BabbelZach lavora nel team che si occupa di Comunicazione a Babbel ed è responsabile dei progetti di ricerca insieme ad esperti di linguistica applicata e altri accademici di diverse discipline. Qui descrive un recente caso di studio condotto con un gruppo di ricercatori dell’Università di Göteborg in Svezia. I risultati dimostrano in che modo l’uso di app per imparare le lingue può integrare i tradizionali corsi di lingua per migranti.

Così come tanti utenti di Babbel, ho sperimentato in prima persona quanto sia importante imparare la lingua del luogo per riuscire ad integrarsi in una cultura nuova. Mi sono trasferito in Germania, a Berlino, all’età di 27 anni. Allora le mie conoscenze del tedesco si limitavano alla comprensione passiva di un paio di parole usate anche in inglese (Kindergarten [asilo d’infanzia], Doppelgänger [sosia]), di termini  riguardanti cibo e bevande (Wiener Schnitzel, Lager) e di parole simili all’inglese (Baby, Vitamin). Mi sono reso conto molto velocemente che non sarebbe stato sufficiente per trovare una casa, un lavoro e per sentirmi a mio agio nella mia nuova città. I corsi di tedesco per principianti che ho frequentato e tutto il tempo che ho trascorso con un partner per uno scambio di lingua mi hanno fornito una base solida. Ma, tra il lavoro a tempo pieno e le tante responsabilità, i miei progressi erano più lenti di quanto speravo. Dopo aver iniziato a lavorare da Babbel, ho cominciato a chiedermi se una app sarebbe stata utile nell’apprendimento in generale, ma anche per una migliore integrazione: l’apprendimento mobile avrebbe potuto addirittura aiutare anche chi è dovuto scappare dal proprio paese a causa di conflitti e disastri e permettere ai richiedenti asilo di integrarsi più velocemente?

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Babbel e la lingua dei segni italiana

Posted on Novembre 27, 2018 by

 

Oggi vi presentiamo un progetto molto sentito qui a Babbel: la creazione di sei video sulla lingua dei segni italiana (uno di introduzione e cinque didattici). I video sono stati realizzati internamente dagli esperti di didattica dell’azienda con la collaborazione e partecipazione dell’attrice segnante italiana Rita Mazza, per spiegare le basi della lingua dei segni. Un’attività importante che ha ricevuto anche il patrocinio dell’ENS, Ente Nazionale Sordi – Onlus.

A parlarcene sono Sara e Valentina, che lavorano in due dipartimenti diversi: quello di didattica (Didactics) e quello di assistenza clienti italiana. Valentina è studentessa di linguistica, è appassionata di lingue dei segni da tempo e sta imparando la lingua dei segni tedesca da tre anni. Sara fa parte del team di Didactics, gli esperti in didattica delle lingue che progettano i nostri corsi.

L’iniziativa è partita da Biagio Di Leo, Country Manager per il Sud Europa. Valentina e Sara sono entrate a far parte del progetto quando si è trattato di metterlo in atto: Valentina come consulente per la lingua dei segni e Sara come esperta di didattica.

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Gli esperti di Babbel ti aiutano a mantenere alta la motivazione mentre impari una nuova lingua, scopri come…

Posted on Ottobre 19, 2018 by

Lena è Editor per lo svedese e fa parte del team di Didactics, gli esperti in didattica delle lingue che progettano i nostri corsi. Nella seconda parte di una serie di articoli dedicati alle riflessioni pedagogiche, affrontate giornalmente qui da Babbel, Lena ci parla della motivazione. In campo di apprendimento linguistico si parla spesso della motivazione come fattore essenziale per la riuscita. Ma cos’è esattamente la motivazione e quali metodi usiamo per mantenere alta la motivazione dei nostri studenti? In questo articolo cercheremo di rispondere a queste domande, e parleremo di 3 metodi, basati su ricerche in campo accademico e sull’esperienza diretta dei nostri esperti, per mantenere alta la motivazione.

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Automatizzare i preconcetti: cosa succede quando le macchine scoprono i generi

Posted on Ottobre 19, 2018 by

L’anno scorso, alcune grandi innovazioni nel campo dell’apprendimento automatico sono finite nelle prime pagine dei giornali, costringendoci a riflettere su molti dei pregiudizi persistenti nella nostra società. Quando si parla di stereotipi di genere e di come i sistemi computerizzati assimilano una lingua ci sono, infatti, dei rischi da tenere in considerazione. Kate McCurdy, linguista computazionale, ha osservato come gli algoritmi tendano a mettere sullo stesso piano il genere semantico e quello grammaticale, cercando di capire quali siano le conseguenze per le app che si basano sulla cosiddetta intelligenza artificiale e se ci sia un metodo per correggere questi risultati.

Che ne dici di iniziare parlandoci della tua ricerca?

Sì, dunque, mi occupo dello studio del genere grammaticale nel word embedding. Il word embedding (traducibile come “rappresentazione distribuita delle parole”) è una tecnologia per elaborare il linguaggio naturale usata in molti campi. Il fulcro di questa tecnologia è un algoritmo che riconosce il significato di una parola basandosi sulle parole vicine all’interno di un testo. Negli ultimi anni abbiamo assistito a una serie di sviluppi importanti in questo ambito: le ricerche in corso sono numerose e grandi compagnie come Facebook e Google fanno ormai uso di queste tecnologie. Solo qualche anno fa è stato elaborato un nuovo algoritmo che permette di processare velocemente un modello e creare delle elaborate rappresentazioni del significato delle parole. Ad esempio, utilizzando in modo automatico l’algoritmo su un corpus testuale, questo è capace di indicare, senza intervento umano, che i lessemi cane, gatto e animale da un lato, così come mela e banana dall’altro, sono correlati. Questa tecnologia ha un grande potenziale e trova applicazione nei campi più diversi. Anche le implicazioni problematiche, però, non hanno tardato a venire a galla.

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Grazie agli esperti in didattica di Babbel tutti possono imparare una nuova lingua

Posted on Luglio 10, 2018 by

Lena

Lena fa parte del Team di Didactics di Babbel che si occupa della creazione e ottimizzazione dei nostri corsi di lingua. Con i suoi colleghi: linguisti, insegnanti, instructional designer e, ovviamente, appassionati di lingue, elabora contenuti e strumenti originali per accompagnare e supportare i nostri utenti nel loro viaggio alla scoperta di una nuova lingua. In questa serie di tre brevi articoli, Lena ci parlerà di alcune delle riflessioni pedagogiche applicate da Babbel alla creazione di contenuti linguistici per milioni di persone interessate all’apprendimento digitale. È necessario pensare alla diversità come bisogno e risorsa!

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Classe “capovolta”: un’insegnante di spagnolo ci racconta come ha integrato la app di Babbel nel suo corso all’università

Posted on Giugno 1, 2018 by

Cristina Pérez Muñoz è una formatrice specializzata in lingue e comunicazione alla Fontys University nei Paesi Bassi. Ha completato una laurea triennale in spagnolo e una laurea triennale in inglese all’università di Salamanca e una laurea magistrale in Pedagogia. Ha lavorato come insegnante di lingue in Spagna, nel Regno Unito, in Romania e nei Paesi Bassi in numerosi contesti, tra cui scuole medie, lezioni universitarie e formazione per le aziende. Cristina ama viaggiare e imparare le lingue parlate nei luoghi che visita o in cui vive.

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