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Nicoletta di Torino impara l’inglese per il suo lavoro al pronto soccorso aeroportuale

Posted on Aprile 2, 2019 by

Ecco una nuova puntata della nostra serie di ritratti degli utenti di Babbel: scorci delle loro vite e dei motivi per cui hanno deciso di imparare una nuova lingua.


Da 33 anni Nicoletta lavora al pronto soccorso di Torino. Per poter svolgere meglio il proprio lavoro si è presto resa conto dell’importanza delle lingue. Ecco perché tra un paziente e l’altro ripassa l’inglese a voce alta, tra le risate dei suoi colleghi (che però poi si rivolgono a lei nel “momento del bisogno” linguistico!)

Nicoletta ha imparato l’inglese per il lavoro: è medico al pronto soccorso aeroportuale di Torino

“Mi chiamo Nicoletta e lavoro da circa 33 anni al pronto soccorso dell’aeroporto di Torino come medico della Croce Rossa. Sono anche specialista di dermatologia, quindi faccio anche lavori di consulenza dermatologica. L’inglese mi serve molto per il mio lavoro, soprattutto per quello al pronto soccorso aeroportuale: pur non essendo un aeroporto trafficatissimo, il fine settimana vediamo moltissimi turisti inglesi o parlanti inglese.

Dopo la specializzazione ho cominciato a lavorare al pronto soccorso e mi sono trovata così bene che ci sono ancor oggi. È un ambiente molto glamour (ride). È “glamour” per le persone che si incontrano, oltre ad essere molto interessante e vario. Ho quindi continuato, pur associandolo ad altre occupazioni: ho lavorato e lavoro tutt’ora per Infomedica, quindi faccio lavori di revisione scientifica, di opere straniere di medicina, interviste di argomento medico e l’ho associato, come dicevo, al mio lavoro di dermatologo.”

Lo studio in età adulta

“Per quanto riguarda le lingue, premetto che non sono portata per le lingue, non ho musicalità e sono anche stonata! Avendo fatto il liceo classico, non ho studiato le lingue moderne. Ho studiato solo alle medie il francese, ma male: all’epoca infatti gli insegnanti di francese, o di lingua in generale, non dovevano essere laureati in lingue, ma potevano essere, che so, degli avvocati, come ad esempio lo era il mio insegnante. Poi, per esigenze lavorative, ho cominciato a studiare inglese allo Shenker, un istituto di corsi di lingua, dove ho raggiunto il massimo livello possibile.

Il problema è però che, imparando una lingua in età adulta, si tende molto a dimenticare. Quindi, pur avendo raggiunto un livello molto alto, dopo uno, due anni, stavo dimenticando tutto. Ho quindi cominciato con Babbel e l’ho trovato molto utile!”

Come integrare Babbel: usare ogni momento libero!

“Ho iniziato dal corso intermedio, che rifletteva il mio livello, e sono andata avanti, facendo una lezione dopo l’altra, fino alla fine. Ogni tanto ripasso, per non dimenticare i vocaboli. Mi aiuta molto, soprattutto nella pronuncia: sentendo gli speaker madrelingua si tende a ripetere nel modo giusto.

La cosa migliore è ripassare continuamente, anche poco alla volta, ma spesso. Lo faccio mentre lavoro, e i colleghi ridono. Durante gli intervalli tra un paziente e l’altro apro il corso di Babbel e per ripetere i vocaboli e  le frasi devo parlare ad alta voce. Allora tutti intorno a me cominciano a rispondermi in inglese, prendendomi in giro. Però poi, quando succede qualcosa, è me che chiamano!”

La difficoltà di comprensione e come superarla: ascoltare dialoghi veri nel loro contesto

“I corsi di Babbel aiutano molto anche nella comprensione: nei livelli avanzati si possono ascoltare i dialoghi, nelle varie situazioni, ad esempio negli uffici. Lì poi ci sono esercizi in cui si deve capire se il tono è sarcastico, oppure negativo, positivo… Lo trovo molto utile. Infatti io ho problemi nella comprensione: parlo e mi faccio capire, ma il comprendere, beh, quello è tutto un altro discorso! (ride) I sintomi dei pazienti, quelli sì, li capisco tutti!

Invece per altri temi il discorso cambia: io sono socia del circolo dei lettori di Torino e vado a sentire molti autori, americani, inglesi, e contrariamente alle mie figlie, che fanno inglese fin da piccole, capisco un quarto di quello che dicono. Quindi per me allenare la comprensione è fondamentale. Lo faccio anche guardando le serie TV. Avendo tre figli sono molto aggiornata! Ad esempio “La verità sul caso Harry Quebert”, la serie americana tratta dal libro dell’autore svizzero. Le seguo in lingua, con i sottotitoli in italiano.”

Il ripasso: fondamentale ad ogni stadio dell’apprendimento

“La cosa migliore è ripassare continuamente, anche poco alla volta, ma spesso. Lo faccio mentre lavoro, e i colleghi ridono. Durante gli intervalli tra un paziente e l’altro apro il corso di Babbel e per ripetere i vocaboli e  le frasi devo parlare ad alta voce. Allora tutti intorno a me cominciano a rispondermi in inglese, prendendomi in giro. Però poi, quando succede qualcosa, è me che chiamano!”