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language learning in the digital age

Ritratto: un esempio a conferma che “non è mai troppo tardi per imparare”

Posted on December 5, 2016 by

Hans

Ecco una nuova puntata della nostra serie di ritratti degli utenti di Babbel: scorci delle loro vite e dei motivi per cui hanno deciso di imparare una nuova lingua. Se anche tu vuoi condividere la tua storia con noi e con altri lettori del nostro blog, lascia un commento qui sotto.

 

“Mia moglie è morta nel 2009. Eravamo sposati da 35 anni. Conosceva bene il francese e l’italiano e quando parlava con qualcuno in una di quelle lingue, mi sentivo sempre un po’ stupido a non capire nulla. Ho fatto molti viaggi all’estero, ma me l’ero sempre cavata bene solo con l’inglese. Per colmare il vuoto da lei lasciato e per superare quella sensazione di inadeguatezza per non essere mai stato in grado d’imparare altre lingue in tutti quegli anni insieme, ho deciso di iniziare a studiare il francese e l’italiano con Babbel. 67 anni, forse, non è l’età migliore  per iniziare qualcosa di nuovo; tuttavia nel mio caso il detto “non è mai troppo tardi per imparare” si è rivelato del tutto veritiero.”

È così che l’austriaco Hans Semmelmeyer ha deciso di superare il lutto per la perdita di sua moglie, facendo qualcosa che rimandava da tanti anni. Sappiamo tutti come va con le buone intenzioni: ci proponiamo di provare cose nuove, ci poniamo obiettivi speciali, e poi… qualcosa ci trattiene e troviamo mille scuse per continuare a rimandare quello che vogliamo fare. Magari sono anni che pensiamo di fare un viaggio in Amazzonia, ma non troviamo mai il tempo di organizzarlo; vorremmo provare il bungee jumping, ma alla fine ci facciamo frenare dalla paura; oppure, ancora, ci eravamo proposti di seguire un corso di ballo in gruppo, ma finiamo per non andarci convinti di non avere il senso del ritmo. Lo stesso succede quando vogliamo imparare una nuova lingua, ma ci lasciamo frenare dall’insicurezza. Ed è un gran peccato! Perché, invece, non provare ad affrontare il “nuovo” un passo alla volta?

Non è mai troppo tardi per cominciare

Capita a tutti di rimandare le cose che vorremmo fare, per un motivo o per l’altro. Lo stesso è stato per Hans Semmelmeyer e le lingue che avrebbe voluto imparare. Nonostante nel corso della sua vita fosse già stato a Parigi ben un’ottantina di volte per lavoro, non aveva mai trovato il tempo o la motivazione sufficiente per imparare il francese. Dopo la morte della moglie, che parlava fluentemente sia il francese che l’italiano, ha deciso di mettersi d’impegno e studiare entrambe le lingue. All’inizio ha frequentato un corso alla Volkshochschule, la scuola pubblica per adulti, ma non era soddisfatto: “Era troppo dispersivo e non abbastanza sistematico e veloce per me”. Così ha deciso di cercare su internet altre opzioni per imparare le due lingue in base alle sue esigenze, ed è così che ha scoperto Babbel.

Da allora ha sviluppato il suo programma personale di studio: “Di mattina presto, per prima cosa leggo sempre le notizie e guardo le previsioni meteo, poi dedico dai 15 ai 20 minuti a imparare il francese e l’italiano con Babbel”. All’inizio ha dovuto faticare un po’ per abituarsi a integrare l’apprendimento nella sua routine mattutina, ma adesso, se non lo fa, gli sembra che manchi qualcosa per iniziare la giornata. “Imparare le lingue con Babbel non mi costa alcuno sforzo, anzi, mi manca se non lo faccio”.

La soddisfazione di raggiungere il traguardo

Quando Hans ha finalmente trovato il coraggio di dedicarsi in modo costante all’apprendimento del francese e dell’italiano, i risultati raggiunti sono stati di gran lunga migliori rispetto a quanto sperato inizialmente. Per prepararsi al suo primo viaggio in Francia, si è preso tre mesi di tempo per studiare il francese. Le lingue gli hanno spalancato nuovi orizzonti. Con Babbel si è potuto immergere completamente nelle sue due nuove lingue ed ha cominciato ad utilizzarle nella vita reale nel giro di poco tempo.

Eccovi la prima grande soddisfazione per Hans, dopo le lezioni di francese con Babbel. Era in Francia, e durante una camminata ha incontrato un altro gruppo di escursionisti: “È stata una sensazione fantastica riuscire a comunicare con loro in francese”.

La parola preferita di Hans in francese è chef-d’œuvre (“capolavoro”), la sua preferita in italiano è ventiquattrore.

Attualmente si esercita ogni giorno con il francese per rinfrescare le sue conoscenze per il suo prossimo viaggio in Francia. L’anno prossimo ha in programma di concentrarsi sull’italiano in previsione di un viaggio a Roma. Per Hans conta soprattutto l’apprendimento di nuovi vocaboli.

“A 73 anni vado spesso e volentieri in Francia e in Italia e riesco a fare conversazione senza problemi nella lingua del posto. E, lo confesso, ne vado molto orgoglioso! Quando ero ancora chiuso nel dolore, preferivo stare da solo, ma ora che ho ritrovato la gioia di vivere, ho riscoperto anche il piacere di condividerla con gli altri”.

 

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